Le indagini sulla morte di una commerciante di Atrani, Palma Casanova, portano all’apertura di un nuovo filone d’inchiesta su una presunta vendita di posti letto
L’Ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona di Salerno è finito nelle scorse ore sotto la lente di ingrandimento della magistratura per una serie di attività sospette legate la reparto di Ginecologia. Ieri mattina, su disposizione del sostituto procuratore Elena Guarino, i Nas hanno effettuato un’imponente acquisizione degli atti prodotti dal reparto rispetto a tutte le attività svolte in sala operatoria.
Tutto scaturisce dalla tragica morte di Palma Casanova, deceduta lo scorso 22 aprile dopo un banale intervento ad alcune cisti ovariche. La commerciante di Atrani si era recata presso il nosocomio salernitano per essere sottoposta a quello che doveva appunto essere un intervento semplice e di routine, da effettuare in laparoscopia. Ma qualcosa non ha funzionato; probabilmente i medici che l’hanno operata hanno commesso un errore, perforandole l’intestino e, durante il post operatorio, nessuno se ne sarebbe accorto. La donna, quindi, dopo essere rimasta per più di un giorno in osservazione, era stata dimessa ma, una volta a casa, aveva iniziato ad accusare forti fastidi addominali. I familiari avevano deciso pertanto di portarla in Ospedale a Castiglione di Ravello; qui veniva intubata e trasferita nuovamente al Ruggi dove, sottoposta a un nuovo intervento, moriva in sala operatoria.
La vicenda porta all’iscrizione di 13 medici nel registro degli indagati. Dai primi rilievi peritali i consulenti della procura si accorgono che qualcosa non è andato come doveva e il Pm chiede ulteriori accertamenti, ma quando i Nas si recano in Ospedale scoprono che il sigma della donna, una parte dell’intestino che le era stato prelevato per svolgere l’esame autoptico, è scomparso.
Ieri mattina quindi gli uomini del Nucleo Antisofisticazioni, sono tornati presso il reparto; ma non si sono limitati a prelevare una serie di carte necessarie a chiarire i dubbi sulla morte della Casanova. I militari hanno acquisito una voluminosa documentazione relativa agli elenchi dei ricoveri effettuati negli ultimi mesi all’interno del reparto, ai registri di sala operatoria, agli elenchi per i posti letto, alle liste d’attesa, alle consulenze di professionisti esterni.
L’operazione, infatti, è legata anche a un altro filone d’indagine, nato in seguito al decesso della commerciante, sulla base delle indagine svolte dalla procura, e cioè quello della presunta vendita di posti letto. Si cercano prove su un eventuale mercato nero dei ricoveri, ovvero sul pagamento di mazzette per scavalcare l’ordine di accesso in reparto o per anticipare i tempi di un intervento. Gli accertamenti, inoltre, sono anche finalizzati a chiarire il ruolo di alcuni medici che, pur non essendo autorizzati in quanto esterni all’Azienda, accedevano abitudinariamente in sala operatoria.




