Malasanità, Raffaella Mammone presenta il suo “Labirinto assassino”

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Un “libro-denuncia” su una triste vicenda personale dell’autrice, che con quest’opera vuole ‘lasciare un segno’ nelle coscienze

“Spero che in ogni pagina del mio libro possiate trovare un’emozione da raccogliere, che a ciascuna emozione corrisponda un sentimento e che da qui possano nascere riflessioni che ci aiutino a non abbandonare mai nessuno, mai per paura, mai per egoismo, mai per ingiustizia, mai per interesse personale. Perché, da qui in poi, si possa dire che questo mondo sia ‘migliore del precedente’….e che nessun sacrificio sia stato vano. Perché non accada ad altri. Grazie sempre. Per non smettere di sperare”.

Con queste parole postate sul suo profilo facebook Raffaella Mammone accompagna l’uscita del libro “Labirinto assassino” (edizioni Terra del Sole), definendo l’emozione nel vederlo stampato come “un pugno sullo stomaco e contemporaneamente una carezza sul cuore”.

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Il libro, che sarà presentato oggi a Salerno (Centro Maieutica, ore 19), è tratto dalla triste vicenda personale dell’autrice. La storia che racconta Mammone è quella di papà Gaetano, scomparso dopo sette mesi di calvario terapeutico in cui è stato “sballottolato” tra diversi ospedali del Bel Paese, costretto a convivere con la paura fino alla morte, “inaspettata e subdola, avvolta di bugie ed omissioni a nascondere una verità che si è conficcata nella carne come un coltello terribilmente affilato”.

Un “libro-denuncia” su quella che, secondo studi scientifici internazionali, sarebbe la terza causa di morte nei paesi industrializzati, dopo malattie cardiovascolari e tumori, ovvero la malasanità. “Causa difficilmente desumibile dai certificati di morte – spiega l’autrice a Responsabile Civile – e ovviamente non contemplata dalle schede di dimissione ospedaliera, dunque difficile da tracciare. Si dovrebbe cominciare a porsi il problema di come misurare l’errore umano, di come trasformare la sua ‘inevitabilità’ in presa di coscienza allo scopo di creare una vera cultura dell’imparare dagli sbagli per cominciare ad uscire dalla ‘legge del silenzio’ propria della ‘Medicina difensiva’, quando evita certi pazienti per ridurre la propria esposizione ad un giudizio di responsabilità per malpractice”.

“Questo libro, racconto di un percorso doloroso ed ingiusto, vuole essere un tributo, molto personale, al grande Uomo che mio Padre è stato e rimane – ci spiega Mammone – ; vuole essere la traccia scritta del mio grido, di dolore, di rabbia, di desiderio di giustizia. La sua stesura ha comportato e generato in me grande tristezza e sofferenza, ma ha costituito spinta emotiva sapere che stessi facendo qualcosa di utile per gli altri, mettendo la nostra infausta e tremenda esperienza al servizio di chi, malauguratamente, dovesse trovarsi ad affrontare la medesima battaglia”.

Secondo “Sportello dei Diritti”, in Italia sarebbero circa 320mila, su un totale di 8 milioni, le persone ricoverate negli ospedali italiani che subiscono danni o conseguenze più o meno gravi che potrebbero essere evitati; circa la metà di tali casi si verificherebbe in sala operatoria. “Nel nostro Paese – conclude l’autrice – la questione della Malasanità è sempre più sentita e sempre meno denunciata. Questa storia pertanto merita di rimanere nelle coscienze, nei cuori, nell’elenco lunghissimo, e certamente non esaustivo, delle vittime di malasanità”.

 

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