Una donna, sottoposta a una trasfusione nel 1978 quando aveva appena 14 anni, aveva contratto un’epatite post-trasfusione cronica da HCV che l’ha accompagnata per tutta la vita, fino al decesso. Dopo anni di giudizi, la Cassazione conferma: quando il decesso sia intervenuto, dopo una temporanea sopravvivenza, in conseguenza diretta dell’evento lesivo, la liquidazione va svolta secondo le tecniche di valutazione probabilistica proprie del danno permanente (Corte di Cassazione, III civile, ordinanza 28 ottobre 2025, n. 28572).
I fatti
La danneggiata, il 1 aprile 1978, al tempo adolescente di anni 14, era stata ricoverata presso l’Ospedale di Varese dove rimaneva in coma per 15 giorni e sottoposta a trasfusioni di albumina. Nel marzo nel 1989 era stata ricoverata presso lo stesso ospedale dove gli era stata diagnosticata una epatite post-trasfusione cronica di minima attività. Nel novembre 1995 era stata accertata la presenza di HCV…





