La Corte d’appello conferma la responsabilità civile di un uomo per le condotte di maltrattamento e abusi in famiglia nei confronti della moglie e del figlio minore. Il giudice ha riconosciuto come il comportamento reiterato dell’imputato – percosse, minacce, ingiurie e violenza sessuale – abbia creato un ambiente domestico persecutorio, causando sofferenza psicofisica duratura. Di conseguenza, è stato condannato al risarcimento del danno: 30.000 euro alla moglie e 10.000 euro al figlio. La sentenza sottolinea che, anche in presenza di proscioglimenti penali parziali, la parte civile può ottenere giustizia in sede civile, accertando la responsabilità per i danni subiti (Corte di Cassazione, III civile, ordinanza 31 dicembre 2025, n. 34999).
La vicenda giudiziaria
Il Tribunale penale di Como ha dichiarato l’imputato colpevole del reato di maltrattamenti nei confronti della moglie S.A.S.D.P., consistiti nelle reiterate e quotidiane aggressioni, fisiche e psicologiche, quali percosse, minacce, ingiurie nonché umiliazioni, denigrazioni, vessazioni e costrizioni…





