Tumori, in Italia 2 milioni di pazienti hanno sconfitto la malattia

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Cresce del 20%, dal 2010 al 2015, anche il numero di coloro che sopravvivono dopo una diagnosi di cancro

Sono sempre di più in Italia i pazienti in vita dopo una diagnosi di tumore, con un incremento del 17% dal 2010 al 2015 (+20% per gli uomini e +15% per le donne); mentre un milione e 900mila persone possono affermare di aver sconfitto la malattia, avendo superato la soglia dei 5 anni dalla diagnosi.

“L’aumento della sopravvivenza è un risultato decisivo raggiunto grazie alle campagne di prevenzione, alla diagnosi precoce e alle terapie innovative – ha spiegato Francesco Cognetti, Presidente Fondazione ‘Insieme contro il Cancro’ e Direttore Oncologia Medica dell’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena di Roma, nel corso di un incontro svoltosi a Lucca sulle nuove frontiere della lotta al cancro -. Questi numeri evidenziano l’enorme impatto delle patologie neoplastiche dal punto di vista sanitario e il loro elevatissimo carico sociale. Siamo di fronte a milioni di cittadini che rivendicano diritti che spaziano dal ritorno al lavoro, all’accesso ai mutui bancari, al desiderio di diventare genitori. Il cancro sta infatti diventando sempre più una malattia cronica con cui è possibile convivere a lungo o guarire: oggi il 60% dei pazienti sconfigge la malattia, percentuale che raggiunge quasi il 70% nelle neoplasie più frequenti, fino a toccare il 91% nella prostata e l’87% nel seno”.

L’Italia svolge da sempre un ruolo di primo piano nella sperimentazione dei trattamenti innovativi in numerosi studi internazionali arruolando il maggior numero di pazienti. “L’immuno-oncologia è una nuova arma capace di allungare in maniera significativa la sopravvivenza, a fronte di una buona tollerabilità – ha aggiunto Giorgio Scagliotti, Direttore dell’Oncologia all’Università di Torino -. Un’arma che si affianca a quelle tradizionali rappresentate da chirurgia, chemioterapia, radioterapia e terapie biologiche. Grazie a questo approccio, molti pazienti convivono con la malattia con una buona qualità di vita e, in alcuni casi, possono affermare di averla definitivamente sconfitta. Il melanoma ha rappresentato il candidato ideale per l’applicazione dell’immuno-oncologia, che oggi si sta estendendo con successo anche a tumori più frequenti come quelli del polmone, del distretto testa-collo e del rene. Sono in corso studi promettenti anche nel cancro del vescica, del fegato e del cervello”.

Per la prima volta nel nostro Paese si è registrata una diminuzione dei nuovi casi, 363.300 nel 2015 rispetto ai 365.500 nel 2014, dovuta soprattutto al minor numero di diagnosi fra gli uomini. Preoccupa invece la diffusione del vizio del fumo fra le donne, il 23% è tabagista, con ricadute evidenti: tra il 1999 e il 2010 l’incidenza del tumore del polmone è diminuita del 20% tra gli uomini, mentre si registra un +36% fra le donne.

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