Abolizione del superticket, raccolte oltre 35mila firme

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Cittadinanzattiva, promotrice della petizione, chiede un coinvolgimento delle organizzazioni di cittadini e di pazienti al Tavolo interministeriale che sta lavorando alla revisione della normativa

La petizione lanciata lo scorso anno da Cittadinanzattiva per richiedere l’abolizione del superticket, ha raggiunto in sei mesi l’adesione di oltre trentacinquemila persone. In forza di tale traguardo l’Associazione ha inviato una lettera al ministro della Salute e al coordinatore della Commissione Salute della Conferenza delle Regioni per chiedere un incontro per la consegna ufficiale delle firme e un coinvolgimento delle organizzazioni di cittadini e di pazienti al Tavolo interministeriale che sta lavorando alla revisione della normativa sui ticket.
“Sottoscrivendo la petizione – ha detto Tonino Aceti, coordinatore nazionale del Tribunale per i diritti del malato – i cittadini hanno condiviso la necessità di una abolizione al più presto del super ticket che non è servito né ai cittadini né al Servizio Sanitario Nazionale. È una tassa iniqua che ha alimentato le disuguaglianze, aumentato i costi delle prestazioni sanitarie, gravando ancor più sulle tasche delle persone che sempre più spesso rinunciano a curarsi, pur avendone bisogno. E non ha rimpinguato le casse del Ssn, anzi paradossalmente le ha impoverite, spingendo i cittadini, snervati dai costi maggiorati e dalle lunghissime liste d’attesa, ad andare nel privato, che spesso diventa persino più conveniente per alcune prestazioni, come gli esami del sangue. Quella che doveva essere una manovra transitoria e straordinaria, a distanza di 5 anni dalla Legge Finanziaria del 2011 che l’ha introdotta, è diventata invece la normalità”.
L’iniziativa di Cittadinanzattiva ha riscosso l’attenzione anche del mondo dell’associazionismo sindacale. Per Silvestro Scotti, segretario nazionale della FIMMG (Federazione italiana medici di medicins generale), si tratta di “un segnale importante che non va sottovalutato”.  “Appare chiaro anche nella nostra esperienza quotidiana – rimarca Scotti –  come il superticket per alcuni esami a basso costo abbia spostato la richiesta solo sul privato determinando, soprattutto nelle regioni in piano di rientro, un disinvestimento sulla parte pubblica dell’offerta di tali prestazioni . I cittadini hanno dato un messaggio chiaro che non bisogna ignorare. Servono strategie diverse per ridurre gli accessi al pronto soccorso e sostenere il Servizio Sanitario Nazionale. E’ necessario, ad esempio, uno sviluppo delle aggregazioni della medicina generale sulla diagnostica, spirometrie ed ecografie. Investendo in questa direzione calerebbe il numero degli accessi di secondo livello in pronto soccorso”.
Condivide il merito della petizione anche l’Anaao Assomed. In relazione al superticket il segretario nazionale Costantino Troise parla, infatti, di “un’invenzione che rispondeva e risponde a logiche di cassa, nata come manovra transitoria e straordinaria”, e che “a distanza di 5 anni dalla Legge Finanziaria del 2011 che l’ha introdotta, è diventata modalità strutturale di compartecipazione alla spesa da parte dei cittadini, una tassa iniqua che ha alimentato le disuguaglianze, con un pesante e pericoloso effetto distorsivo sulla allocazione delle risorse in sanità”.
“Gravando sulle tasche delle persone – continua Troise –  il superticket è diventato uno dei fattori che sempre più spesso spingono alla rinuncia alle cure, senza vantaggi per le casse del Ssn che, paradossalmente, risultano impoverite, spingendo i cittadini, verso il privato più conveniente per alcune prestazioni. Il duplice effetto negativo generato dai ticket, sulla diminuzione degli introiti per il Ssn del 9,4% nel periodo 2012-2015, e sulle differenti modalità di applicazione regionale, ulteriore fonte di disuguaglianza, giustificano ampiamente la richiesta di abolizione, a garanzia di un diritto alla salute uno e indivisibile”.
 

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