Nell’accertamento della paternità naturale, la prova del DNA può essere di per sé sufficiente anche quando non sia dimostrata l’identità della madre. È quanto emerge da una recente decisione che ha confermato la validità dell’esame genetico eseguito sulla salma del presunto padre, ritenendo irrilevanti le contestazioni fondate sulla mancata prova della maternità e inammissibili le impugnazioni che non si confrontano con l’esito scientifico della consulenza tecnica (Corte di Cassazione, I civile, ordinanza 23 dicembre 2025, n. 33766).
La vicenda
L’uomo chiama in giudizio le due eredi al fine di fare dichiarare la paternità del de cuius. Il Tribunale di Savona ha accertato a mezzo consulenza tecnica di ufficio, con prova del DNA, tramite esumazione della salma, che M. (l’attore) è figlio di C.V. Le sorelle hanno interposto gravame che la Corte d’appello…





