Giustetto (OMCeO Torino): svolta reale nella tutela del diritto alla salute dei cittadini italiani
“Finalmente tornano ad essere distinti i concetti di erogabilità e appropriatezza prescrittiva. Questa è una svolta che richiama in modo forte sia l’autonomia che la responsabilità nel medico nell’agire l’appropriatezza: sono concetti chiave del nostro Codice Deontologico che tutto questo iter ha riportato in luce”. Così il Presidente dell’OMCeO di Torino, Guido Giustetto, dopo la presentazione del documento dei nuovi Lea.
Il Dpcm effettua una distinzione tra note di erogabilità e indicazioni di appropriatezza prescrittiva. Il primo caso si riferisce a circa quaranta prestazioni, tendenzialmente non di medicina generale e ad alto costo, per le quali il Ministero della Salute stabilisce le condizioni di erogabilità, ovvero a chi possono essere prescritte, da parte di quali medici e in quali condizioni.
Le indicazioni si riferiscono, invece, a prestazioni più comuni che il medico è chiamato a prescrivere anche sulla base della conoscenza clinica del paziente. In questo secondo caso il rispetto da parte del camice bianco non può essere verificato caso per caso ma le Asl valuteranno il comportamento prescrittivo del medico nel suo complesso, chiamandolo a dare spiegazioni nel caso vengano ravvisate delle anomalie nel numero di prestazioni prescritte.
“Si chiude finalmente una parentesi da dimenticare – continua Giustetto -, quella della sanzioni per i medici e del disagio dei cittadini, e si apre davvero quella nuova cultura che il decreto appropriatezza auspicava, nel suo primo atto. Si tratta di una svolta reale nella tutela al diritto alla salute dei cittadini italiani perché il decreto introduce nuove prestazioni a carico del SSN a salvaguardia dei Livelli Essenziali di Assistenza. E i medici saranno autonomi ma anche responsabili verso la sostenibilità del SSN”.
Il presidente della sezione torinese dell’Ordine dei Medici ricorda poi che i pazienti saranno informati con un manifesto che spiegherà che il medico potrà continuare a prescrivere tutto quanto ritiene necessario e opportuno alla tutela della salute, secondo le evidenze scientifiche e le regole previste dall’organizzazione del SSN.
“Possiamo oggi riappropriarci – conclude Giustetto – di quel fondamentale percorso di comunicazione con i cittadini, di alleanza terapeutica, che rischiava di essere messo definitivamente in crisi”.




