L’assessore alla Salute dell’Emilia Romagna entra a gamba tesa sulla vicenda degli arresti a Parma che hanno coinvolto medici e docenti universitari.
Dopo il clamore suscitato dalla vicenda della maxi operazione dei Nas che ha portato a 36 indagati tra medici e docenti universitari e ad alcuni arresti a Parma, interviene sul caso l’assessore alla Salute dell’Emilia Romagna, Sergio Venturi.
L’assessore si è espresso con molta durezza sulla vicenda che svelato un complesso sistema delinquenziale.
Un sistema ramificato che – con la complicità di professori ed amministrativi universitari, medici, rappresentanti di aziende farmaceutiche – condizionava gli eventi di formazione professionale, ma non solo.
Portava i coinvolti ad adattare le prescrizioni di costosi farmaci per terapie “salvavita” secondo il profitto delle aziende farmaceutiche. Promuoveva concorsi ad hoc i cui esiti venivano pilotati a piacimento. Sosteneva la rimborsabilità dei farmaci presso le autorità regionali. E tanto altro.
“Se i reati che vengono ipotizzati saranno confermati – dichiara Venturi – i responsabili dovranno essere chiamati a risponderne così come previsto dalla legge. Quello di Parma rischia infatti di essere un nuovo caso in cui medici hanno anteposto gli interessi privati, loro e delle aziende farmaceutiche, all’interesse pubblico, dei pazienti e del Servizio sanitario pubblico e regionale, il che sarebbe inaccettabile”.
L’Assessore ricorda inoltre che “se verrà dimostrato che è stato percepito indirettamente denaro da rappresentanti di aziende farmaceutiche, i sanitari in questione saranno sospesi immediatamente dalla convenzione con l’Università di Parma”.
Ma come contrastare questo tipo di attività illecite che il caso degli arresti a Parma ha svelato?
Per Venturi occorre “intervenire in modo esemplare per prevenire e sanzionare i casi come questi, che, voglio essere altrettanto chiaro, devono finire”.
Non solo. La Regione starebbe valutando la possibilità di vietare l’organizzazione di congressi da parte di professionisti della sanità pubblica che non siano sostenuti da aziende pubbliche. Insomma, si vogliono evitare sostegni dai privati.
Una misura, quella proposta da Venturi, che potrebbe incontrare delle resistenze.
D’altra parte l’assessore è ricordato che nel 2017 la Regione Emilia-Romagna aveva preso provvedimenti in tal senso.
Una legge prevede che “tutti coloro che lavorano nelle nostre strutture, universitari compresi, di dichiarare annualmente tutti i rapporti intercorsi, a qualsiasi titolo, con soggetti esterni dai quali possa derivare un conflitto di interessi anche potenziale”.
Infine, l’assessore ha precisato come la Regione si è attivata per evitare che la vicenda degli arresti a Parma abbia ripercussioni sui cittadini.
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