Arrivano chiarimenti dalla Cassazione in merito alla assegnazione della casa coniugale e alla possibilità della condivisione tra ex coniugi

Cosa accade quando, parlando di co- assegnazione della casa coniugale, il rapporto tra ex coniugi è estremamente conflittuale?
Secondo l’ordinanza numero 26709/2017, depositata il 10 novembre dalla Cassazione, la persistente conflittualità con la ex moglie non permette la assegnazione della casa coniugale a entrambi.

Per la Corte, il giudice non può disporre la co-assegnazione della casa coniugale tra i coniugi che si separano se tale scelta è contraria all”interesse dei figli.

Tale conclusione emerge chiaramente nell’ordinanza in questione.
In essa, la Corte di Cassazione ha rigettato su tutti i punti il ricorso di un uomo che si era rivolto ai giudici di legittimità per veder riformata la sentenza della Corte d”appello di Brescia.
La sua richiesta era quella di ricevere la assegnazione parziale della casa coniugale previa realizzazione di opere edilizie di suddivisione della stessa.
Per i giudici del merito, però, la pretesa del marito ostava la forte conflittualità che caratterizzava i suoi rapporti con la ex moglie. La casa coniugale, però, era stata assegnata proprio a lei in primo grado.
Questa forte conflittualità persisteva in maniera significativa nonostante la separazione e, per i giudici, era contraria all”interesse dei figli.

I giudici hanno poi ricordato che, in virtù dell’articolo 337-sexies del codice civile “il godimento della casa familiare è attribuito tenendo prioritariamente conto dell”interesse dei figli”. Un interesse dal quale non si può prescindere.

In Cassazione, l’uomo aveva denunciato l’omesso esame ex art. 360, n. 5, c.p.c., in relazione alla persistenza di una situazione di conflittualità con la ex moglie.
Questa circostanza era stata confermata in modo errato dalla Corte d’appello.
Per il ricorrente, inoltre, i figli avrebbero tratto giovamento dalla co- assegnazione della casa coniugale. Non solo. Per il padre gli interventi edilizi di divisione non erano né costosi né difficili da realizzare come invece era stato affermato.
Cionostante la Cassazione ha ritenuto tale ricorso inammissibile.
Accettandolo, infatti, si sarebbe posto in discussione l’accertamento compiuto dal giudice del merito senza evidenziare alcun fatto decisivo che la Corte d”appello avrebbe omesso di esaminare e, quindi, al di fuori dei confini tracciati dalla nuova formulazione dell”articolo 360, numero 5, del codice di rito.
Pertanto, la abitazione resta tutta a disposizione della ex moglie e dei figli e viene esclusa la co- assegnazione della casa coniugale.
 
 
 
 
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