Il Tribunale di Alessandria ribalta la decisione del Giudice di pace ritenendo valido il verbale elevato per eccesso di velocità tramite autovelox non omologato

Con una sentenza destinata a far discutere, il Tribunale di Alessandria ha ribaltato il verdetto con cui il Giudice di Pace aveva accolto il ricorso di un centauro contro una contravvenzione per eccesso di velocità rilevata tramite autovelox.

Il fatto – come riporta la Stampa – risale al settembre 2018 quando in un Comune della provincia piemontese un autovelox fotografò una moto che transitava alla velocità di 97 chilometri orari, in un tratto in cui il limite è di 50 km/h, facendo così scattare la sanzione di 544 euro con decurtazione di  6 punti dalla patente.

Il motociclista si era rivolto al Giudice di Pace, il quale aveva dichiarato l’illegittimità del provvedimento in virtù, fra gli altri motivi, del fatto che mancasse l’omologazione dell’apparecchiatura.

Per il Giudice di secondo grado, invece, la normativa vigente prevede che le apparecchiature in questione debbano essere “approvate dal Ministero dei Lavori pubblici” (oggi Ministero dei Trasporti); pertanto non sarebbe necessaria l’omologazione, bensì l’approvazione.

A detta del Tribunale, l’interpretazione delle attuali regole, infatti, “porta a ritenere che in presenza dell’omologazione le risultanze fanno piena prova circa il superamento dei limiti, mentre in caso di approvazione sarà necessaria la presenza di personale di polizia che attesti l’infrazione”. Al riguardo, nel caso esaminato, era stata attestata la presenza di un operatore della polizia locale, benché non fosse potuto intervenire per la contestazione immediata.

Per il Giudice del gravame si tratterebbe, dunque, di due procedure diverse per situazioni differenti, ma con esiti equivalenti. “Altrimenti – sottolinea la sentenza – la paradossale conclusione sarebbe che le apparecchiature approvate devono anche essere omologate”.

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