La Cassazione fornisce chiarimenti in merito ai casi in cui l’udienza di discussione sia da rinviare per via dell’ avvocato debilitato
La Corte di Cassazione, seconda sezione penale, nella sentenza n. 52086/2018 ha fornito precisazioni sui casi in cui l’udienza debba rinviarsi in presenza di un avvocato debilitato per motivi di salute.
Per la Suprema Corte, la circostanza che il difensore sia debilitato può incidere negativamente sul diritto di difesa dell’imputato. Pertanto, il giudice è tenuto a una valutazione particolarmente prudente
La vicenda
Nel caso di specie, il giudice ha rinviato l’udienza, come richiesto dal difensore, ove dal certificato medico prodotto dall’ avvocato risulti che questi è ammalato e non è trasportabile.
In caso di avvocato debilitato e che quindi rappresenti un impedimento per motivi di salute, infatti, al giudice di merito è rimessa una valutazione maggiormente prudente rispetto a quella dell’imputato.
Ciò in quanto al difensore è richiesta un’attività di maggiore partecipazione.
A tal proposito, i ricorrenti hanno contestato la decisione della Corte d’Appello per non aver questa rinviato un’udienza, nonostante il difensore avesse trasmesso il giorno precedente un certificato medico attestante il proprio assoluto impedimento a comparire per motivi di salute.
Ebbene, nel caso di specie, il certificato attestava che l’avvocato risultava affetto da “riacutizzazione di bronchite cronica e febbre”, necessitava di “riposo a letto”. Inoltre, a giudizio del medico, il paziente non era trasportabile.
Ma la Corte territoriale, nella sua ordinanza affermava che “la riacutizzazione non appare giustificata e che il legittimo impedimento non appare di salute poiché non viene indicato il grado febbrile connesso alla riacutizzazione della bronchite cronica, per cui appare poco giustificata la valutazione di non trasportabilità perché non motivata”.
Tuttavia, gli Ermellini hanno affermato che, l’assoluto impedimento a comparire dell’imputato o del difensore, conseguente a una patologia, deve risolversi in una situazione tale da impedire all’interessato di partecipare all’udienza se non a prezzo di un grave rischio per la propria salute.
Ricordano ancora che il giudice può fare ricorso, per la valutazione di tali requisiti, anche a nozioni di comune esperienza, indipendentemente da una verifica medico-fiscale.
Le Sezioni Unite della Suprema Corte, inoltre, hanno ribadito che per un verso, ai fini del differimento dell’udienza, è riservato al giudice di merito l’apprezzamento circa la serietà, l’imprevedibilità e l’attualità del dedotto impedimento-
Tuttavia “la relativa valutazione deve essere sorretta da una motivazione adeguata, logica e corretta” (cfr. sent. n. 41432/2016).
Secondo la Cassazione, la motivazione con cui la Corte d’Appello ha disatteso la richiesta di rinvio dell’udienza è inadeguata.
Non solo. Anche in merito al giudizio sulla “trasportabilità” del difensore, questo risulta in contrasto con la valutazione espressa dal medico e non risulta ancorato a nozioni di comune esperienza.
La sentenza, pertanto, va annullata con rinvio.
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