Barriere architettoniche e uffici pubblici, semplice disservizio o discriminazione oggettiva?

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Restare fuori dal portone, non è sfortuna, è violazione dei diritti umani. Buona fede o meno, la dignità non è un servizio da asporto. Il mancato rispetto delle barriere architettoniche negli uffici pubblici può configurare una vera e propria discriminazione, anche quando l’ente invoca la buona fede o il disservizio tecnico. La Corte di Roma, con la sentenza del 27/01/2026, chiarisce che l’accesso agli spazi pubblici deve essere garantito senza ostacoli, tutelando la dignità e i diritti delle persone con disabilità.

Inaccessibilità dei luoghi ordinari di servizio

Nelle aule di tribunale, quando si parla di responsabilità civile, il “non volevo” è la scusa preferita di chi prova a svignarsela. Ma, per il caso dell’accessibilità, nel diritto antidiscriminatorio l’intenzione conta poco se il danno è servito.

Il caso in oggetto trae origine dall’impossibilità di un cittadino con disabilità motoria di accedere agli uffici dei servizi sociali comunali a causa del ripetuto malfunzionamento del montascale...

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