Non solo un obbligo di legge, ma una risorsa economica: perché una città senza barriere è una città turisticamente più forte.
A quaranta anni dalla legge sui PEBA (Piani per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche) si fotografa tutt’ora una situazione di forte ritardo generalizzato sul territorio nazionale.
È la fotografia che ci rende l’Associazione Coscioni, per la quale solo quarantatre comuni capoluogo su centodiciotto hanno approvato i piani, sedici hanno un piano non approvato o hanno adottato strumenti urbanistici diversi non previsti dalla normativa.
Venticinque risultano in fase di redazione del piano ma trentaquattro ne sono privi e/o senza dati. Appena il 15% – secondo i dati pubblicati sarebbero davvero in regola. Come vedremo nelle righe che seguono, nei Tribunali si afferma un diritto ai PEBA con condanna dei Comuni inadempienti, dunque l’indagine rimane aperta.
La sentenza del Tribunale di Napoli
La suddetta premessa, veniamo alla sentenza del Tribunale di Napoli 18/5/2026 n. 8190 oggetto del presente commento.
A mente della pronuncia il diritto a non essere discriminati configura, tanto secondo l’ordinamento nazionale (art. 3 legge n. 67/2006) quanto in base alle disposizioni sovranazionali (art. 14 Cedu e 2000/78/CE), un diritto assoluto in capo al soggetto…





