Bimbo di tre anni morto nel vicentino, pediatra indagato

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bimbo di 3 anni morto nel vicentino

L’autopsia eseguita sul corpo del bimbo di tre anni morto nel vicentino il 29 luglio avrebbe evidenziato come causa del decesso una necrosi di parte dell’intestino. Da chiarire se la disposizione di un esame diagnostico da parte del medico che lo prese in carico avrebbe consentito di salvargli la vita

Sarebbe stata una necrosi di parte dell’intestino a causare il decesso del bimbo di tre anni morto lo scorso 29 luglio all’ospedale Alto Vicentino di Santorso. E’ quanto emerso dall’autopsia eseguita su disposizione della Procura, che ha aperto un fascicolo iscrivendo nel registro degli indagati, con l’ipotesi di reato di omicidio colposo, il pediatra che quel giorno visitò il piccolo.

Il bambino, come ricostruisce il Giornale di Vicenza,  era giunto in Pronto soccorso accompagnato dalla mamma, lamentando forti dolori alla pancia. Da li era stato trasferito in pediatria dove il dottore lo aveva visitato sottoponendolo a palpazione dell’addome. Quindi era stato dimesso, ma una volta giunto a casa il malessere si era accentuato, tanto che la sera i genitori lo avevano portato nuovamente in ospedale.

A quel punto però le condizioni del paziente erano ormai compromesse e, nonostante gli sforzi del personale medico, per lui non c’era stato nulla da fare.

La magistratura vuole ora chiarire se la tragedia si poteva evitare. Nel mirino degli inquirenti è finito l’operato del  pediatra che prese in carico il bimbo in occasione del primo accesso presso il nosocomio. In particolare i dubbi riguardano la decisione del camice bianco di rimandarlo a casa senza disporre una ecografia o altro esame più approfondito.

L’esame necroscopico, svoltosi alla presenza dei consulenti incaricati dalle parti, avrebbe evidenziato – riferisce il Giornale di Vicenza – la cessazione delle attività biologiche vitali di una parte dell’intestino, con conseguente choc e blocco dell’apparato digestivo. In altri termini, una parte dell’intestino non avrebbe più ricevuto sangue e ossigeno e avrebbe quindi smesso di funzionare. Una evento raro, soprattutto in considerazione del fatto che il piccolo godeva di ottima salute.

Ulteriori chiarimenti sono attesi dall’esame istologico effettuato su alcuni campioni di tessuti. Da capire poi, in relazione alla posizione dell’indagato, se lo svolgimento di un esame diagnostico più approfondito avrebbe potuto far emergere la necrosi e, infine, se la scoperta tempestiva della patologia avrebbe consentito di evitare la tragedia. Risposte per le quali si attendono ora gli esiti degli accertamenti medico legali.

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