Bimbo muore dopo 20 ricoveri senza diagnosi, nessun risarcimento ai genitori

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Il drammatico caso di un bambino di 3 anni e 8 mesi, deceduto dopo oltre 20 ricoveri senza diagnosi completa, termina con l’esclusione della responsabilità degli ospedali e il rigetto del risarcimento ai genitori, confermando che il ritardo diagnostico non ha avuto nesso causale con la morte (Corte di Cassazione, III civile, ordinanza 31 maggio 2025, n. 14640).

I fatti

Al piccolo viene diagnosticata dai sanitari dell’ASST soltanto il 2 dicembre 2010, dopo una serie di ricoveri senza approfondimenti clinici ed esami strumentali, la malformazione anatomica renale denominata “rene a ferro di cavallo. A seguito di ciò il bambino viene trasferito presso la Nefrologia e Dialisi Pediatrica del Policlinico di Milano, centro di riferimento per le patologie dell’apparato urinario nell’infanzia, dove fu seguito per circa tre anni sino al febbraio 2014. Presso il predetto Policlinico il piccolo viene sottoposto a più di 20 ricoveri senza diagnosi e senza che venisse effettuata un’indagine approfondita sulla sua insufficienza renale.
Il 7 giugno 2013 il bambino viene sottoposto presso il Policlinico al trapianto del rene, con esito negativo e necessario espianto dopo pochi giorni; soltanto nel febbraio 2014, dopo che venne riscontrata a carico del fratello minore una “nefrolitiasi ossalica”, il bambino viene sottoposto a dosaggio di ossalati plasmatici e, quindi, viene fatta la diagnosi di “iperossaluria primitiva”…

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