La pronuncia della Cassazione sul caso di una borsa rubata dal sedile della vettura di una donna che aveva tentato di afferrarla per mantenerne il possesso

Era stato condannato, in sede di merito, per i delitti di rapina e lesioni personali aggravate. L’uomo ricorreva per cassazione deducendo che il reato contestato avrebbe dovuto essere qualificato come furto con strappo, essendovi stata una violenza immediatamente rivolta sulla cosa – ovvero la borsa rubata, che si trovava sul sedile – e solo in via indiretta verso la persona che la deteneva. Quest’ultima non avrebbe avuto un immediato contatto con la borsa ma avrebbe solo cercato di afferrarla successivamente senza riuscirci. I giudici, pertanto, si sarebbero limitati a valorizzare un’illazione congetturale e avrebbero trascurato che la res non era aderente al corpo della vittima.

Il ricorrente, inoltre, eccepiva che la Corte d’appello aveva affermato che il mezzo attraverso il quale si era venuta a realizzare la sottrazione della borsa in danno della persona offesa non si identificava nello strappo bensì nella violenza esercitata per vincere la resistenza della donna, allorquando quest’ultima, presa coscienza del tentativo posto in essere dall’agente di sottrarle l’oggetto, l’aveva a sua volta agguantato nel tentativo di mantenerne il possesso. Un assunto infondato, secondo l’imputato, perché la borsa era poggiata sul sedile e solo le estremità della dita della mano della persona offesa avrebbero agguantato la borsa.

La Suprema Corte, tuttavia, con la sentenza n. 7579/2020, ha ritenuto il ricorso inammissibile.

I Giudici Ermellini hanno evidenziato come la Corte territoriale si fosse correttamente conformata ai principi enunciati dalla giurisprudenza di legittimità in base ai quali integra il reato di furto con strappo la condotta di violenza immediatamente rivolta verso la cosa e solo in via del tutto indiretta verso la persona che la detiene, mentre ricorre il delitto di rapina quando la violenza sia stata esercitata, come nel caso in esame, per vincere la resistenza della persona offesa, giacché in tal caso è la violenza stessa – e non lo strappo – a costituire il mezzo attraverso il quale si realizza la sottrazione.

La redazione giuridica

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