La ricorrente riteneva di aver soddisfatto l’onere probatorio posto a proprio carico, avendo allegato di essere caduta per una buca sul manto stradale in un tratto di strada sito nell’abitato del Comune

Aveva convenuto in giudizio il Comune per ottenere il risarcimento del danno subito a seguito di una caduta verificatasi a causa di una buca sul manto stradale mentre era alla guida della propria bicicletta.

Il giudice di Pace aveva condannato il Comune, rimasto contumace, al pagamento, in favore della danneggiata, a titolo di risarcimento danni, della somma di euro 4.726,72, oltre interessi, nonché alle spese di lite.

Il Tribunale aveva accolto l’appello, e per l’effetto, in riforma della sentenza di prime cure, aveva rigettato la domanda proposta dalla donna, condannata a restituire quanto eventualmente già ricevuto dal Comune nonché al pagamento delle spese di quel grado.

Nel rivolgersi alla Suprema Corte, la danneggiata censurava la sentenza impugnata nella parte in cui il Tribunale aveva sostenuto che “parte danneggiata non ha assolto l’onere sulla stessa incombente”, non avendo provato il rapporto di custodia tra il Comune e la strada in cui era avvenuto l’incidente.

Secondo la ricorrente, infatti, sarebbe stato, invece, onere del Comune provare di non essere titolare dell’obbligo di custodire il punto della strada in cui era occorso il sinistro, in quanto, ai sensi dell’art. 22 della legge 20 marzo 1865, n. 2248, il suolo delle strade comunali è di proprietà dei comuni, determinando così detta norma una vera e propria presunzione di titolarità, rispetto alla quale spetterebbe alle Amministrazioni fornire prova contraria.

La ricorrente riteneva, dunque, di aver soddisfatto l’onere probatorio posto a proprio carico dall’art. 2051 cod. civ., avendo allegato di essere caduta in un tratto di strada sito nell’abitato del Comune, circostanza confermata da un teste la cui attendibilità non era stata posta in discussione.

Ad avviso della ricorrente, una volta accertato il verificarsi del sinistro nel perimetro urbano, il Tribunale avrebbe dovuto riconoscere la proprietà di quel tratto di strada in capo al Comune, non essendo emersi elementi in base ai quali attribuire la proprietà a soggetti diversi da tale ente.

In conclusione la ricorrente sosteneva che la mancata applicazione di tali principi e l’errata interpretazione delle norme richiamate nella rubrica del motivo avrebbe reso illegittima la sentenza impugnata, in quanto la strada in cui si era verificato il sinistro doveva presumersi ricompresa nel territorio comunale, sicché non sarebbe spettato alla danneggiata provare la proprietà comunale della strada, spettando, invece, al Comune provare il contrario.

Gli Ermellini, con l’ordinanza n. 27054/2021, hanno ritenuto fondata la doglianza proposta.

La ricorrente, indicando, nell’atto di citazione che, mentre “percorreva, alla guida del proprio velocipide”, la via dell’abitato, cadeva rovinosamente al suolo a causa di una buca presente sulla sede stradale, pur non invocando espressamente l’art. 22 della legge 20 marzo 1865, aveva implicitamente fatto riferimento alla presunzione di cui alla normativa appena indicata e secondo cui “è proprietà dei comuni il suolo delle strade comunali” e “nell’interno delle città e villaggi fanno parte delle strade comunali le piazze, gli spazi ed i vicoli ad esse adiacenti ed aperti sul suolo pubblico, restando però ferme le consuetudini, le convenzioni esistenti e i diritti acquisiti …”; pertanto, non sussisteva la novità della questione eccepita ex adverso. Trattasi di presunzione di demanialità avente carattere relativo, superabile mediante prova contraria, evidenziandosi che, ai sensi dell’art. 2728 c.c., le presunzioni legali, quale quella in questione, dispensano da qualunque prova coloro a favore dei quali esse sono stabilite mentre è onere della parte contro cui esse operano fornire la prova contraria.

Il Tribunale, ritenendo non provata la proprietà della strada in cui era avvenuta la caduta di ed affermando che la danneggiata, come era suo onere, non avesse provato il rapporto di custodia esistente tra il Comune e detta strada, non risultava essersi attenuta ai principi enunciati.

La redazione giuridica

Sei stato coinvolto in un incidente stradale? hai subito un danno fisico o perso un congiunto e vuoi ottenere il massimo risarcimento danni? Clicca qui

Leggi anche:

Lesioni causate da omessa custodia della strada e nesso causale

- Annuncio pubblicitario -

LASCIA UN COMMENTO O RACCONTACI LA TUA STORIA

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui