Caduta dalle scale, no a risarcimento senza dimostrazione del nesso causale con lo stato del luogo

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La Cassazione, con sentenza n. 12744/2016 si è pronunciata in merito al caso di un giovane che chiedeva un risarcimento per essersi storto la caviglia a seguito di una caduta dall’ultimo gradino di una scala

In caso di caduta dalle scale, per rivalersi sul custode e richiedere il risarcimento del danno, il danneggiato deve dimostrare il nesso causale tra la caduta e lo stato dei luoghi. E’ quanto stabilito dalla terza sezione della Corte di Cassazione con una recente sentenza, la numero 12744 del 2016, depositata il 21 giugno.

La sentenza chiarisce infatti che, “se la cosa in custodia è di per sé statica e inerte e richiede che l’agire di chi la utilizza si unisca al suo modo d’essere, è necessario, per ottenere il risarcimento dei danni, che lo stato dei luoghi sia tale da rendere potenzialmente dannosa l’utilizzazione della stessa”. La responsabilità per i danni cagionati da cose in custodia è oggettivamente configurabile solo qualora la cosa custodita sia di per sé idonea a sprigionare un’energia o una dinamica interna alla sua struttura, tale da provocare il danno.

La Corte è stata chiamata a pronunciarsi sull’accertamento di responsabilità di una società cooperativa che aveva in gestione un immobile all’interno del quale uno studente, scendendo le scale e non vedendo l’ultimo gradino, cadeva a terra riportando distorsione della caviglia. Tale responsabilità era stata già negata in primo e secondo grado; in particolare la Corte d’Appello riteneva non provato il nesso causale sotto il profilo dell’obiettiva situazione di pericolosità tra la cosa in custodia e la caduta.

Per gli Ermellini, dunque, solo una volta data la prova del nesso causale tra la cosa in custodia e il danno, diverrà compito del custode tentare di esonerarsi da responsabilità dimostrando l’eventuale caso fortuito. Nel caso di caduta da una scala va quindi dimostrato che la stessa è scivolosa o presenta altre irregolarità, con la precisazione che anche il verbo “scivolare” non implica necessariamente che ad essere scivoloso sia il supporto, essendo ben possibile che la causa della caduta sia rinvenuta nella scivolosità delle scarpe.

 

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