Proviene da Gela quella che in questi ultimi giorni sta diventando una vera e propria emergenza per la sanità locale.
“Unità operative al limite della vivibilità a causa dei condizionatori fuori uso che non consentono di fronteggiare l’emergenza delle alte temperature estive. Visite programmate sospese per carenza idrica”.
È quanto riporta il Quotidiano di Gela.
“La sanità locale – si legge –continua a creare disservizi e a raccogliere i malumori degli utenti”.
I pazienti del reparto di Medicina del presidio ospedaliero “Vittorio Emanuele” intanto, puntano il dito contro la dirigenza che – a loro detta – garantirebbe l’aria condizionata solo negli uffici amministrativi e in poche unità operative.
Ma in realtà, il problema legato al caldo eccessivo riguarda anche il personale medico e paramedico.
L’ultimo episodio di malcontento tra i pazienti della cittadina siciliana è stato registrato la scorsa mattina, allorché nel reparto di Otorino del poliambulatorio locale sono state sospese tutte le visite programmate per mancanza di acqua … eppure – si racconta – “le vasche di approvvigionamento erano piene, come indicato dal relativo indicatore elettronico del livello”.
Le ragioni del disservizio – pare, infatti, siano state dovute ad un guasto al motorino elettrico.
La situazione è tornata alla normalità solo dopo le esistenti lamentele dei familiari di alcuni pazienti anziani costretti a rinviare la visita o ad aspettare un intervento urgente della ditta incaricata alla manutenzione.
Ma quello dell’emergenza caldo negli ospedali non è una novità. Il problema ha interessato anche i più grandi ospedali del Paese, anche in Piemonte, Lombardia e Liguria.
In particolare, all’ospedale Policlinico San Martino di Genova, nelle scorse settimane, è stato eseguito un sopralluogo da parte della vicepresidente e assessore alla Sanità di Regione per verificare lo stato di avanzamento degli interventi predisposti per far fronte all’ondata di calore che ha interessato la regione.
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