“In Italia ci sono circa 130.000 persone con Hiv e di queste più di 100.000 sono in trattamento, ma abbiamo ancora un’elevata quota di quello che viene definito sommerso, ovvero circa 15.000 persone che hanno l’infezione e non sanno di averla“
Lo ha affermato Andrea Antinori, direttore dell’Uoc Immunodeficienze virali dell’Istituto per le Malattie Infettive Spallanzani, di recente ospite all’Icar, la Conferenza italiana che riunisce ricercatori, clinici, pazienti e attivisti.
“Almeno in un terzo di questi l’Hiv è già in una fase di progressione quindi, “è urgente farle accedere al test, per poterle trattare ed evitare che possono trasmettere il virus”.
Lo si apprende da quanto pubblicato sull’Ansa il 28 giugno 2019.
“Oggi – ha aggiunto l’esperto all’Ansa – i pazienti in Italia hanno accesso ai migliori farmaci, che restituiscono uno stato di salute molto elevato, anche nell’arco di pochi mesi”. Negli ultimi decenni, infatti, le terapie per l’Hiv hanno visto enormi passi avanti. “Fino a 15 anni fa avevamo farmaci che si davano in oltre 12 compresse al giorno, molti effetti collaterali, grandi problemi di aderenza al trattamento e efficacia non totalmente elevata. Oggi invece, abbiamo regimi che si possono somministrare con una singola compressa e abbattono molto più efficacemente la carica virale, tanto che nel 90-95% dei casi permettono di tenere sotto controllo la viremia”. Però questo, precisa, “non ci deve far abbassare la guardia, perché l’infezione ancora molto insidiosa e diffusa a livello globale”.
Gli ultimi dati relativi alle nuove infezioni di Hiv
Gli ultimi dati relativi alle nuove infezioni di Hiv in Italia pubblicate dal Ministero della Salute, sono relativi al 2017; anno in cui sono state sono state segnalate circa 3.443 nuove diagnosi di infezione da HIV pari a 5,7 nuovi casi per 100.000 residenti.
L’incidenza (casi/popolazione) delle nuove diagnosi di Hiv ha mostrato, tuttavia, una leggera diminuzione tra il 2012 e il 2015, con un andamento pressoché stabile dopo il 2015.
Nel 2017 l’incidenza maggiore di infezione da HIV è stata relativa alla fascia di età 25-29 anni. La principale modalità di trasmissione tra le nuove diagnosi HIV avviene attraverso rapporti eterosessuali. Tra i maschi, la maggior parte delle nuove diagnosi Hiv è in MSM (maschi che fanno sesso con maschi); mentre è rimasto costante il numero di donne con nuova diagnosi di Hiv.
Quanto ai dati relativi alle nuove diagnosi di Aids è stato registato un lieve decremento. Il numero di decessi – riporta sempre il Ministero della Salute – in persone con Aids, invece, è rimasto rimane stabile. Così come costante nell’ultimo quinquennio è risultato il dato relativo alla proporzione delle persone con nuova diagnosi di Aids che scopre di essere Hiv positiva nei pochi mesi precedenti la diagnosi di Aids.
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