La Cassazione con una pronuncia fa il punto sullo sgombero delle case occupate, specificando quali siano le conseguenze se questo non è tempestivo
Con la sentenza numero 24918/2018, la Corte di Cassazione ha fatto il punto in merito allo sgombero delle case occupate, specificando che se il provvedimento di sgombero non viene eseguito tempestivamente, lo Stato deve risarcire i proprietari.
E questo anche se il reo si trova in stato di vero o presunto bisogno.
In sostanza, dunque, se la Procura della Repubblica ordina lo sgombero di case occupate abusivamente, la PA competente deve provvedere in modo celere all’esecuzione di tale provvedimento.
La vicenda
Nel caso di specie, la Cassazione ha “bacchettato” il Viminale, decretando che se lo sgombero delle case occupate viene ritardato troppo a lungo, lo Stato deve risarcire i danni ai proprietari.
Nel caso di specie, i giudici della terza sezione civile hanno stabilito che la discrezionalità di cui gode la PA non può estendersi al punto di sancire se un provvedimento dell’autorità giudiziaria debba o non debba essere eseguito.
Questo porterebbe infatti allo stravolgimento di ogni fondamento dello Stato di diritto.
Un principio ineludibile, per la Corte, e tutelato sia dalla Costituzione italiana che dalla CEDU.
Esso infatti comporta che debba ritenersi colposa la condotta dell’amministrazione dell’interno, la quale trascuri per ben 6 anni di dare attuazione al provvedimento di sequestro.
Provvedimento che comporta lo sgombero immediato di alcune case occupate.
Nel giorno in cui il decreto sicurezza ha ottenuto il via libera del Quirinale, gli Ermellini hanno affermato che lo sgombero delle case occupate non può che essere tempestivo.
Altrimenti, ritardandolo, si assicura al reo “la possibilità di godere del frutto del reato”.
Inoltre, per i giudici, lo stato di bisogno in cui versa chi occupa le case abusivamente non può essere una scusante.
L’occupazione, per i giudici, è sempre un reato.
Per garantire il diritto a una casa, pertanto, lo Stato non può temporeggiare nell’eseguire gli sgomberi, agendo a spese dei privati cittadini.
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