Chirurgo assenteista, Donzelli: ‘Era cosa nota da tre anni’

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Il caso del chirurgo assenteista sarebbe stato noto all’azienda ospedaliera da ben tre anni. Le accuse del consigliere regionale Donzelli.

Risultava in sala operatoria, ma in realtà non c’era. E’ questa l’accusa rivolta a un chirurgo dell’Aou Careggi di Firenze. Ma non solo: l’azienda ospedaliera ne sarebbe stata a conoscenza da almeno tre anni, senza però accertare o denunciare le anomalie. Questa l’accusa rivolta dal consigliere regionale di Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli.

Nel 2014 un paziente aveva denunciato delle anomalie sul chirurgo assenteista

“Da almeno tre anni”, scrive Donzelli in una nota, “l’Azienda ospedaliera di Careggi aveva ricevuto segnalazioni da pazienti e operatori sanitari in merito alle anomalie sulle presenze in sala operatoria del professor Marco Carini. Perché Careggi ha attivato le verifiche e si è rivolta alla Magistratura soltanto dopo le mie richieste? L’ho chiesto in Consiglio regionale, leggendo in aula la denuncia ricevuta da un paziente che nel 2014 aveva scritto all’Azienda ospedaliera e all’ordine dei medici”.
Nella denuncia, il paziente spiegava che “la cartella clinica (non firmata da alcuno) riporta il professor Marco Carini come primo operatore” dell’intervento a cui era stato sottoposto. Ma il paziente, che era sedato con il metodo spinale e quindi “cosciente, attento e vigile”, riferiva che “il professor Carini non è stato presente durante tutto il periodo dell’intervento” e chiedeva alla direzione sanitaria di attivare “un’indagine per verificare quanto affermo ed eventuali altri casi di presenza-assenza del professore”.

Il direttore del Careggi avrebbe ignorato la denuncia

Contesta ancora Donzelli, “Monica Calamai, che ricopre l’incarico di direttore generale dell’Azienda dal giugno 2013, ha evidentemente ignorato questa denuncia. A questo punto vogliamo sapere quante raccomandate del genere sono state ricevute da Careggi e conoscerne i contenuti”.
La Direzione del Careggi ha diramato quindi una nota di precisazione.
“La relazione con gli utenti è sempre stata gestita con le massime correttezza e trasparenza. Come in tutte le attività assistenziali possono verificarsi problemi di relazione e comunicazione fra i pazienti e i professionisti che sono stati affrontati nel tentativo di ripristinare un rapporto di fiducia con l’Istituzione sanitaria nell’interesse degli utenti. Si precisa inoltre che le risposte fornite alle richieste formali dei pazienti o dei loro familiari sono predisposte in base a elementi acquisiti dai documenti sanitari e da relazioni dei professionisti interessati. Pertanto contengono dati sanitari tutelati dalla normativa sulla privacy”.
In riferimento ai dati richiesti dal Consigliere Donzelli, l’Azienda Careggi precisa che “ha già provveduto alla trasmissione di quanto richiesto a mezzo posta elettronica certificata”.
 
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