La pronuncia della Cassazione sulla validità di una delibera condominiale relativa alla trasformazione dell’impianto di riscaldamento, adottata da un’assemblea straordinaria con la sola unanimità dei presenti
Con l’ordinanza n. 6090/2020 la Corte di Cassazione si è pronunciata sul contenzioso relativo alla validità della delibera condominiale, adottata in occasione di un’assemblea straordinaria, con cui veniva approvata la trasformazione dell’impianto di riscaldamento ed il contestuale distacco dei tre appartamenti ubicati al terzo piano.
Il provvedimento era stato impugnato da uno dei condomini, assente alla riunione, che ne invocava la nullità in quanto non adottato dall’unanimità dei residenti dello stabile. L’istanza veniva accolta in primo grado dal Tribunale, che annullava la parte della delibera in cui veniva approvata l’attribuzione in esclusiva proprietà ai soli condomini del primo e secondo piano dell’impianto di riscaldamento e l’esenzione delle spese di manutenzione per i condomini posti al terzo piano. La decisione veniva confermata anche in sede di appello.
Nel ricorrere per cassazione, il condominio eccepiva che invece fosse sufficiente la sola unanimità dei condomini presenti (in assenza di altri); ma la Suprema Corte ha ritenuto di non aderire a tale orientamento respingendo la censura in quanto infondata.
Per gli Ermellini, infatti, la delibera provvedeva a determinare un mutamento del titolo di comproprietà sulla caldaia, ancorché sostituita e malgrado i condomini del terzo piano fossero stati autorizzati a distaccarsi dall’impianto centralizzato, con conseguente esonero totale di questi ultimi a compartecipare alle spese di manutenzione della caldaia stessa. Si trattava, perciò, di un provvedimento incidente sulla titolarità delle parti comuni e non meramente dispositiva di innovazioni. Da li la necessità dell’approvazione con l’unanimità dei condomini.
In altri termini – chiarisce la Cassazione – implicando il provvedimento la produzione di un effetto traslativo, incidente sulla pregressa comproprietà originaria ex lege della caldaia centralizzata in capo alla generalità dei condomini per la prevista esclusione da tale vincolo reale di alcuni dei condomini, sarebbe stato necessario il consenso di tutti i partecipanti al condominio e, quindi, di tutti i condomini.
La redazione giuridica
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