Il Presidente della Federazione dei Medici Filippo Anelli esprime apprezzamento per gli impegni assunti dal premier in occasione del discorso programmatico per richiedere la fiducia alla Camera dei Deputati

Il Governo si impegnerà “a difendere la sanità pubblica e universale, valorizzando il merito e predisponendo un piano di assunzioni straordinarie di medici e infermieri, potenziandone i percorsi formativi”. Questo uno dei passaggi del discorso pronunciato dal premier Giuseppe Conte in occasione della richiesta di fiducia alla Camera dei Deputati per il nuovo esecutivo giallo-rosso.

Parole che hanno riscosso apprezzamento in ambito medico, così come i riferimenti all’ambiente e a un’autonomia differenziata delle Regioni ‘giusta e cooperativa’.

“Sono tutti interventi urgenti e necessari e che la FNOMCeO chiede da tempo”, sottolinea il presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri, Filippo Anelli. “L’auspicio – prosegue – è quello che finalmente la Salute e la sua tutela torni a essere una priorità nell’agenda politica, così come sin dal primo momento avevamo proposto al Governo e così come richiesto anche dalle altre Federazioni degli Ordini delle Professioni sanitarie e sociali, in prima fila quella delle professioni infermieristiche”.

“Le dichiarazioni di Conte –aggiunge il vertice della FNOMCeO – fanno il paio con quelle altrettanto apprezzabili del Ministro della Salute, Roberto Speranza, che nella sua prima intervista dopo il Giuramento ha affermato che seguirà e onorerà i principi costituzionali della tutela della salute e dell’uguaglianza, che si esprimono attraverso l’universalità del nostro Servizio Sanitario Nazionale. E ciò in sostanziale sinergia di intenti con quanto gli Ordini delle Professioni sanitarie, in veste di Enti sussidiari dello Stato, da sempre ammoniscono a fare”.

“Bene, ora – chiede Anelli – si passi dalle ottime intenzioni ai fatti concreti: il nuovo Ministro convochi le professioni sanitarie per impostare insieme ai professionisti e insieme ai cittadini una politica di sostegno al Servizio sanitario nazionale. Occorre costruire una rete di soggetti che ponga in maniera forte ed efficace una questione politica cruciale: rilanciare la sanità pubblica, promuovere le sue straordinarie professionalità, passare dall’aziendalizzazione alla gestione responsabile basata su obiettivi di salute”.

“Lo Stato e le Regioni mettano i professionisti – conclude – nella condizione di essere coloro che garantiscono il diritto alla salute, quale diritto di umanità prima che di cittadinanza, a ogni persona presente sul suolo italiano”.

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