Anelli: l’emendamento al ddl vaccini presentato dalla maggioranza per l’eliminazione dell’obbligo delle certificazioni preoccupa fortemente perché potrà portare ad un peggioramento dei livelli vaccinali attuali

Ha scatenato un coro di ‘no’ l’emendamento al ddl vaccini che prevede la cancellazione dell’attuale obbligo di presentare le certificazioni vaccinali per accedere ad asili nido e scuole dell’infanzia. Dalla proposta hanno preso le distanze anche due senatori del Movimento 5 Stelle, Giorgio Trizzino ed Elena Fattori, che ne hanno chiesto il ritiro.
Contraria anche la posizione del presidente della Regione Lazio e neo segretario del Partito Democratico, Nicola Zingaretti. “Nel Lazio – ha assicurato il Governatore – si farà di tutto per garantire l’obbligo vaccinale perché la salute dei bambini viene prima di ogni cosa“.
Lo stesso sottosegretario alla Salute Armando Bartolazzi aveva precisato che non ci sarà alcun “passo indietro sulla volontà di una legge di buon senso che garantisca il diritto all’istruzione e il diritto alla salute di tutti, con particolare tutela dei bambini immunodepressi che non possono vaccinarsi e che non possono essere messi a rischio“.

Sulla vicenda interviene anche il presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (FNOMCeO) Filippo Anelli.

“Non so se qualcuno potrà mai prendersi la responsabilità di causare un aumento del numero di morti per morbillo in Italia eliminando totalmente l’obbligo vaccinale. E l’emendamento Lega-M5S per l’eliminazione dell’obbligo delle certificazioni preoccupa fortemente perché potrà portare ad un peggioramento dei livelli vaccinali attuali“. Ad affermarlo è il Presidente della
“Noi vogliamo che le vaccinazioni siano favorite, anche partendo dal dato di fatto per cui – rileva Anelli – quest’anno, nonostante tutto, abbiamo continuato a registrare morti per morbillo. Credo che avere percentuali maggiori di vaccinati significhi tutelare la salute di tutti”.
Dunque, avverte il presidente FNOMCeO, “sarebbe necessario un maggiore senso di responsabilità, evitando polemiche di carattere ideologico ‘vaccini sì-vaccini no’, sostenendo invece provvedimenti che incentivino il numero dei vaccinati. L’interesse di chi gestisce il sistema pubblico dovrebbe essere anche avere una particolare attenzione verso i bambini, a partire dai più fragili”.
 
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