Per la Cassazione è corretta la qualificazione del reato essendo sussistente l’aggravante della manomissione del contatore per la sottrazione dell’energia elettrica

Era stato riconosciuto colpevole, in sede di merito, di furto di energia elettrica sottratta dal contatore di altro condomino, al quale si era allacciato a seguito della interruzione dell’energia disposta dall’ente erogatore per morosità.

Nel ricorrere per cassazione l’imputato chiedeva l’annullamento della sentenza della Corte territoriale eccependo, tra gli altri motivi, la violazione dell’art. 626 del codice penale in materia di furti punibili a querela dell’offeso. A suo giudizio, nello specifico, il Giudice dell’appello aveva erroneamente negato l’inquadramento del fatto in termini di furto d’uso emergendo dalla stessa imputazione l’utilizzo dell’energia elettrica per soli cinque giorni e non potendosi ritenere sussistente l’aggravante della violenza sulle cose di cui all’art. 625 comma 2 del codice penale poiché nella stessa sentenza si dava atto che l’imputato, dopo la manomissione del contatore, aveva ripristinato la situazione precedente dopo pochi giorni.

La Suprema Corte, tuttavia, con la sentenza n.12900/2020 ha ritenuto di non aderire alle argomentazioni proposte, ritenendo il ricorso inammissibile.

Secondo gli Ermellini, il Giudice a quo aveva correttamente escluso la qualificazione del fatto quale furto d’uso, come invocato dall’imputato, per la presenza della circostanza aggravante di cui all’art. 625 comma 2 del codice penale, ritenuta sussistente per essere stato accertato che la sottrazione dell’energia elettrica era avvenuta manomettendo il contatore del vicino. Nella pacifica giurisprudenza di legittimità, infatti, sussiste l’aggravante della violenza sulle cose, in tema di furto, tutte le volte in cui il soggetto, per commettere il fatto, fa uso di energia fisica, provocando la rottura, il guasto, il danneggiamento, la trasformazione della cosa altrui o determinandone il mutamento nella destinazione; è, inoltre, necessario, a tal fine, che la violenza sia esercitata non già sulla “res” oggetto di sottrazione ma su altre cose il cui danneggiamento o modificazione si riveli strumentale all’ “amotio” della prima.

La redazione giuridica

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