Per il Ministro della Salute ogni ipotesi in campo per evitare la chiusura dell’ex Ilva va verificata, senza escluderne nessuna

 “Il diritto alla salute e quello al lavoro sono due diritti fondamentali garantiti dalla Costituzione. Mai e poi mai possono essere considerati alternativi. Devono essere sempre entrambi rispettati. Ma chi ha a cuore la vocazione industriale dell’Italia sa che non si può prescindere da un forte comparto dell’acciaio. Oggi la produzione può essere compatibile con la tutela dell’ambiente. Come governo faremo tutto il possibile nell’interesse dei lavoratori e del Paese”. Così il Ministro della Salute Roberto Speranza in un’intervista rilasciata al Corriere del Mezzogiorno ha fatto il punto sul caso dell’ex Ilva e sulla volontà del gruppo Ancelor Mittal di rescindere il contratto che la lega allo stabilimento di Taranto.

Il Ministro ha chiarito che il nodo non è rappresentato unicamente dallo scudo penale, ostacolo che il Governo sarebbe disponibile a risolvere in poche ore. Ancelor Mittal – ha dichiarato – chiede in realtà condizioni “inaccettabili” come la diminuzione della produzione e l’esubero di cinquemila persone.

“Noi pensiamo che ci sia un contratto e che vada rispettato”.

Per Speranza “ogni ipotesi in campo per evitare la chiusura dello stabilimento va verificata, senza escluderne nessuna”. Di certo lo Stato non deve avere paura di fare fino in fondo la propria parte. Sull’ex-Ilva– ha sottolineato – “si gioca la vocazione industriale del Paese e una cosa deve essere chiara: non permetteremo mai la chiusura delle acciaierie di Taranto”.

Il titolare del dicastero di Lungotevere Ripa annuncia quindi di aver raccolto l’invito rivolto dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ai ministri a elaborare possibili soluzioni per salvare l’acciaieria e i suoi lavoratori. “Ora proveremo a costruire delle proposte che siano all’altezza di questa fase difficile” conclude il Ministro, facendo sapere di essere al lavoro, anche attraverso un’interlocuzione con il Governatore della Puglia Michele Emiliano, per presentare in consiglio dei ministri un piano teso a rafforzare il servizio sanitario nazionale in quel territorio.

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