A Cesena realizzato un intervento in ‘awake surgery’. Il paziente, affetto da tumore cerebrale, è stato operato da sveglio per salvaguardare le sue abilità musicali

Un musicista affetto da un tumore cerebrale operato al cervello da sveglio durante l’esecuzione di alcune melodie musicali al piano. L’intervento è stato realizzato all’ospedale Bufalini di Cesena utilizzando la tecnica dell’ ‘Awake Surgery’ con il duplice scopo di asportare la massa tumorale e salvaguardare le abilità musicali.

L’Awake Surgery, applicata nella Neurochirurgia del Bufalini già da qualche anno, consente al paziente di rimanere vigile e in grado di rispondere a una serie di test prestabiliti posti dal neuropsicologo in modo da localizzare e asportare nel modo più completo e preciso possibile la massa tumorale, senza danneggiare le aree cerebrali che regolano il linguaggio, il movimento e le altre funzioni cognitive superiori. Tutto ciò al fine di salvaguardare la qualità della vita del paziente.

“Ciò che rende questo intervento piuttosto raro ed eccezionale – spiega il dottor Luigino Tosatto direttore dell’Unità Operativa di Neurochirurgia del nosocomio romagnolo, insieme al dott. Vincenzo Antonelli e al Dott. Giuseppe Maimone – è che in questo paziente, insegnante e cultore di musica jazz, per la prima volta abbiamo localizzato alcune aree cerebrali specifiche per la musica, molto complesse da rilevare, per preservare le sue abilità musicali durante l’asportazione della massa tumorale. Inoltre tale approccio ci permetterà di comprendere meglio la complessità dei processi cerebrali che sottendono alcune funzioni cognitive superiori della mente umana, fra cui le abilità artistiche e musicali”.

Durante l’intervento sono state mappate e monitorate 3 diverse capacità di comprensione musicale: il riconoscimento dei toni melodici, il ritmo e il contorno musicale. L’operazione è durata circa 5 ore.

L’Awake Surgery – si legge in una nota dell’Ausl Romagna – è indicata soprattutto per interventi chirurgici di asportazione di gliomi di bassa e media aggressività che rappresentano circa il 5% di tutte le neoplasie benigne cerebrali ed il 15% di tutti i gliomi cerebrali (5-7/100000 abitanti) e colpiscono prevalentemente soggetti giovani tra i 35 e i 45 anni.

Inizialmente la chirurgia da sveglio è stata utilizzata per preservare le aree cerebrali del linguaggio e del movimento ma, negli ultimi anni, grazie alla collaborazione con un team dedicato di neuropsicologi, neurofisiologi e neuroanestesisti, e con lo sviluppo di test specifici intraoperatori, è possibile monitorare durante l’intervento chirurgico molteplici funzioni cognitive superiori quali la percezione visuo-spaziale, la memoria, la capacità di calcolo, le funzioni attentive ed esecutive, l’empatia cognitiva e molte altre.

Lo scopo finale è quello di ottenere il massimo bilancio “neuro-oncologico”, cioè quello di massimizzare l’area di asportazione e di minimizzare o evitare del tutto l’insorgenza di deficit neurologici e neuro-cognitivi, con evidenti importanti vantaggi sulla qualità di vita del paziente.

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