Falsa invalidità, cinque persone iscritte nel registro degli indagati

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Una donna e quattro medici sono finiti nel mirino della Procura di Napoli Nord per una presunta falsa invalidità attestata nel 1997

I Carabinieri del Reparto territoriale di Aversa, partendo da una segnalazione anonima, hanno scovato una presunta frode per falsa invalidità.
La Procura ha iscritto nel registro degli indagati una donna di 59 anni della provincia di Caserta che dal 1997, grazie alla certificazione di una grave malattia mentale, figurava come totalmente invalida.
La signora si era vista riconoscere dall’Inps il diritto al trattamento pensionistico, in quanto persona estremamente bisognosa di cure e di aiuto.

Per gli inquirenti i documenti alla base della dichiarazione di invalidità attesterebbero il falso.

La donna, secondo quanto emerso dalle indagini, effettuate anche tramite sistemi di video sorveglianza, è risultata tranquilla e indipendente.
Lo stato di salute dichiarato all’Inps non le avrebbe dovuto permettere di guidare. La presunta invalida, invece, si metteva al volante con tanto di patente regolare. Per la Motorizzazione, infatti, non vi sarebbe stato alcun impedimento al rilascio del documento.
A finire nei guai, anche lo psichiatra che aveva firmato i certificati attestanti la schizofrenia, finito agli arresti domiciliari. Per la paziente è scattato invece l’obbligo di dimora. L’ipotesi di reato a loro carico è di falsità ideologica in concorso.

La donna è indagata, inoltre, per truffa aggravata ai danni dello Stato.

La somma indebitamente percepita nel corso di circa venti anni trascorsi ammonterebbe a circa 270mila euro. I militari pertanto hanno dato esecuzione a un sequestro patrimoniale per equivalente di beni, somme di denaro e rapporti bancari.
Il Giudice per le indagini preliminari di Napoli Nord, inoltre, ha emesso un’ordinanza a carico di altri tre camici bianchi, liberi professionisti, che restano per ora a piede libero.
I medici, destinatari di un decreto di perquisizione domiciliare sono sospettati di aver rilasciato attestazioni non corrispondenti al vero circa la permanenza dei requisiti di invalidità in capo alla donna.
 
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