Non è insolito che un incidente venga raccontato con una “fantasiosa” ricostruzione, al fine di non ammettere le proprie responsabilità. Un caso reale

Il Sig. Nicola Bianchi (il nome è di fantasia per proteggere la privacy del paziente), procedeva sulla statale 16 Romea in una serata piovosa nell’inverno 2014, alla guida della sua Fiat Punto. Il veicolo che lo precedeva rallenta bruscamente per effettuare una manovra di svolta facendo azionare al signor Bianchi di conseguenza l’impianto frenante e, assieme ad un leggero scarto sulla propria sinistra, riesce ad evitare l’impatto. Ma le sue abilità non sono state sufficienti ad evitare il peggio, in quanto da tergo arriva un grosso suv tedesco che invece non riuscendo ad evitare l’impatto (colpa anche dell’asfalto reso viscido dalla pioggia) lo tampona violentemente. A seguito del violento urto ricevuto, la vettura del Sig. Bianchi, che aveva le ruote leggermente sterzate verso sinistra, viene sospinta in avanti e proiettata sulla corsia riservata alla circolazione in senso opposto. In quel mentre sopraggiungeva un veicolo che nulla poteva, vista la repentinità dei fatti, per evitare lo scontro frontale col malcapitato Bianchi.

Il veicolo subiva danni irreparabili mentre miglior sorte toccava al Sig. Bianchi che riportava lesioni ma non di grave entità. Sul luogo asserito teatro del sinistro intervenivano gli agenti della polizia locale che provvedevano ai rilievi del caso e a redigere verbale dell’accaduto. Questi rinvenivano il veicolo del Sig. Bianchi in posizione statica perfettamente accostato (con tutte le deformazioni del caso) al veicolo che procedeva nell’opposta corsia di marcia mentre, il suv, veniva spostato dal suo conducente e parcheggiato poco più avanti su uno spiazzo.

Il sig. Bianchi decideva pertanto di rivolgersi ai professionisti di “Responsabile Civile” per trovare giusto ristoro dei pregiudizi subiti. Questi provvedevano subito a mettere in mora la compagnia che assicura il Suv tedesco e ad attivare le procedure per recuperare il verbale delle autorità.

La lettura del verbale coglie tutti di sorpresa. Le dichiarazioni del conducente del Suv infatti, non coincidono con quelle del Sig. Bianchi. Egli dichiara che il Sig. Bianchi, per evitare di tamponare il veicolo che precedeva scartava sulla sinistra ed andava ad impattare violentemente contro il veicolo che procedeva in senso opposto. A seguito di questo urto il veicolo del Bianchi “rimbalzava” indietro andando così ad urtare il suo veicolo che nel frattempo si era fermato. La conducente del veicolo che procedeva in senso opposto non è in grado di riferire sulle modalità di accadimento e dichiara semplicemente di aver visto il veicolo del Sig. Bianchi andargli contro senza poter far nulla per evitare l’impatto.

L’agente accertatore, sfoggiando competenze che evidentemente non gli sono proprie, confermava la teoria del conducente del Suv, addossando la piena responsabilità dell’accaduto ad uno sgomento Sig. Bianchi. Per tale motivo la compagnia del suv respingeva le richieste formulate dai professionisti di “Responsabile Civile” in nome e per conto di Bianchi mentre, contemporaneamente la compagnia di quest’ultimo risarciva integralmente le terze parti.

Ma le risultanze delle autorità non convincono gli esperti di “Responsabile Civile” che in primis rappresentano al liquidatore incaricato le proprie perplessità circa le conclusioni dell’agente di polizia. Nel merito questi sostiene che la presenza di detriti presenti in prossimità dello spigolo posteriore sinistro del veicolo del Bianchi (nello stato di quiete) non possono far presuppore un urto col suv nella corsia di marcia di pertinenza del Bianchi. E che l’esiguità (a suo dire sempre) dei danni posteriori al veicolo del Bianchi non giustificherebbero quella violenza necessaria a sospingerlo nell’opposta corsia.

Quanto al primo motivo si precisava che a seguito di un urto i detriti si staccano a causa della deformazione della scocca o delle vibrazioni causate dall’urto stesso e, si depositano al suolo, distribuendosi su di un’ampia superficie o formando degli addensamenti prossimi alla posizione di quiete del veicolo.

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Si deve sempre ricordare che, se il veicolo è in movimento e dunque i detriti si staccano dalla scocca, anch’essi sono in movimento e dunque non cadono semplicemente al suolo, ma continuano a muoversi lungo la direzione di marcia ed alla stessa velocità del veicolo, fino a che non toccano terra.

La traiettoria dei detriti, inoltre, può essere modificata da successivi urti contro parti dello stesso veicolo o contro altri mezzi in movimento, per cui le informazioni fornite dalla loro posizione, devono essere accuratamente vagliate. Si deve in ultimo ricordare che la posizione dei detriti non individua direttamente il punto d’urto.[quote_box_right][/quote_box_right]

Quanto alla seconda analisi, questa appare superficiale e senza aver constatato in maniera compiuta i danni ricevuti dal veicolo sulla parte posteriore e per l’urto posteriore. Vi sono infatti deformazioni strutturali di elementi costitutivi della scocca: traversa posteriore e pavimento posteriore. Le foto poi evidenziano bene deformazioni di consenso al parafango posteriore destro con restringimento del vano porta posteriore, tanto che la porta stessa risulta incastrata all’interno del vano di destinazione.

Facevano altresì notare che menzione fa l’agente accertatore circa la posizione di quiete dei veicoli rappresentata nei fotogrammi da egli scattati e analizzati. I veicoli “A” (Bianchi) e “B” (veicolo che procedeva in senso opposto) sono accostati. Se la sequenza degli urti fosse stata: 1) A urta B e 2) di rimbalzo A urta C (suv), sarebbe stato più probabile trovare accostati A e C o, in alternativa non trovare nessun mezzo accostato. Il fotogramma di pagina 3 di 9 del verbale mette in evidenza il perfetto accostamento delle deformazioni dei veicoli A e B. Solo una coincidenza astrale (! con le stesse probabilità del 6 al superenalotto) avrebbe perfettamente riposizionato i veicoli in quello stato dopo un secondo urto di rimbalzo.

Ciò nonostante la compagnia assicurativa, evidentemente per questioni di convenienza, rimaneva ferma sulle proprie posizioni.

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La ricerca della verità è il primo obiettivo per gli esperti de il “Responsabile Civile” che coinvolgono pertanto un perito industriale esperto in ricostruzioni cinematiche. Questi dopo aver fatto un sopralluogo sul luogo dell’incidente, dopo aver ispezionato direttamente ove possibile e su documentazione fotografica in alternativa i veicoli coinvolti e dopo aver analizzato le risultanze del verbale delle autorità conclude per una dinamica che ricalca le dichiarazioni del povero Bianchi che nel frattempo, oltre al danno ha subito anche la beffa.

Il perito ci illumina sul concetto (c’è sempre da imparare) di coefficiente di restituzione elastica (K), negli urti fra due veicoli.

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Gli urti fra corpi possono essere perfettamente elastici, perfettamente anelastici o parzialmente anelastici.

Negli urti, quasi completamente elastici, tipo le biglie del bigliardo, il coefficiente di restituzione K è uguale a 1, le biglie non si deformano e quindi non disperdono energia nella deformazione, per cui si respingono perfettamente.

Negli urti completamente anelastici, i corpi si deformano completamente, parte dell’energia viene dispersa nelle deformazioni e i due corpi non si respingono e rimangono l’uno a ridosso dell’altro.

Negli urti fra veicoli, che sono quasi completamente anelastici, il coefficiente K varia in funzione della velocità relativa all’urto, per cui a basse velocità relative il coefficiente K può essere molto alto, ma più aumenta la velocità relativa, più il coefficiente diminuisce molto velocemente, per cui, per urti a bassa velocità ci può essere una certa repulsione, mentre per urti alle velocità più elevate, la repulsione diminuisce fino ad eliminarsi quasi completamente ed i due veicoli rimangono l’uno a ridosso dell’altro, come nel caso in esame.

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La verità trionfa sempre, ma quando ci sono le compagnie di mezzo, il tragitto verso la vittoria è spesso impervio e lungo. Il Sig. Bianchi ha dovuto convenire in giudizio la compagnia assicurativa per la tutela dei propri diritti e il processo è tutt’ora in corso.

La morale di questa storia è che errori di valutazione di una dinamica di un incidente stradale possono essere commessi anche dalle autorità intervenute e questi spesso compromettono le trattative con la compagnia assicurativa. Bisogna valutare con attenzione ogni minimo dettaglio e non lasciarsi ingannare dalle apparenze che spesso conducono alla soluzione più semplice che non coincide però con quella giusta.

Rivolgersi in tali casi a professionisti esperti, come quelli del “Responsabile Civile”, è l’unica opportunità di giustizia che hanno i danneggiati.

Umberto Coccia
patrocinatore stragiudiziale

Se avete vissuto un caso simile contattate la redazione di RC all’indirizzo redazione@responsabilecivile.it
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