La lesione del diritto all’autodeterminazione dei genitori è risarcibile: l’ospedale paga per la nascita del figlio indesiderato

La lesione al diritto all’autodeterminazione dei genitori a non volere altri figli è stata risarcita dal Tribunale di Brescia in una recente pronuncia. Il fatto può essere ricostruito così: due genitori di tre figli si erano rivolti all’ospedale di Brescia al fine eseguire un intervento di sterilizzazione tubarica per evitare la nascita di altri figli. Una cattiva esecuzione dell’intervento chirurgico ha fatto sì che la signora sia rimasta incinta del quarto figlio. Il giudice di merito ha ritenuto violati gli articoli della costituzione che sanciscono il diritto a una procreazione consapevole, quindi, in conseguenza alla nascita del figlio indesiderato, ha condannato l’ospedale a partecipare al mantenimento della bambina fino al compimento dei 25 anni di età con la somma di 300 Euro al mese.

La sentenza del tribunale di Brescia richiama, nella scelta giuridica, operata dal giudice, un importante precedente, ovvero la sentenza n. 4738\2019 con la quale la Corte di Cassazione aveva condannato un medico per aver prescritto un farmaco anticoncezionale inefficace, nonostante le proteste della paziente.

Nel caso di specie un medico di base aveva prescritto un farmaco non idoneo alla funzione anticoncezionale, almeno nell’opinione della paziente, che tuttavia assumendo quel farmaco era rimasta incinta e aveva quindi richiesto il risarcimento dei danni al medico per la nascita indesiderata. Contrariamente a quanto deciso dal giudice del gravame, la Suprema Corte di Cassazione ha ritenuto fondata la richiesta del medico di essere manlevato dall’obbligo di fare fronte alla condanna dalla propria assicurazione. La condanna ricevuta era, come nel caso più recente del Tribunale di Brescia, al mantenimento sia pure solo parziale del bambino nato a seguito della prestazione professionale negligente del medico.

La decisione, quindi, di non avere figli è un diritto la cui lesione è pienamente risarcibile.

Avv. Claudia Poscia

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