La bozza della nota di aggiornamento al Def prevede la cosiddetta flat tax a tre aliquote: si passerà dalle cinque aliquote attuali subito a tre e poi a due dal 2021

È stata definita flat tax a tre aliquote, una sorta di introduzione graduale della flat tax sui redditi e, di fatto, consisterà nel passaggio dalle cinque aliquote attuali subito a tre e poi a due dal 2021e pace fiscale con tetto a 100 mila euro.

Sono queste, dunque, le previsioni della bozza della nota di aggiornamento al Def approvata dal Governo.

Dal documento si evince chiaramente che sulla flat tax a tre aliquote gli obiettivi dell’esecutivo sono chiari.

Da un lato “avviare da subito la riforma dell’imposta sui redditi delle famiglie e dei cosiddetti contribuenti minimi”.

Dall’altro, “la graduale introduzione di una flat tax sui redditi avrà un ruolo centrale nella creazione di un clima più favorevole alla crescita e all’occupazione tramite la riduzione del cuneo fiscale sul lavoro”.

Come dovrà attuarsi la flat tax a tre aliquote

Nella bozza della nota di aggiornamento del Def, si specifica che, per le persone fisiche, si passerà inizialmente dalle attuali cinque a tre aliquote, fino ad arrivare, nel 2021 a due aliquote.

Pertanto, “il livello delle aliquote verrà gradualmente ridotto, fino ad arrivare a un’unica aliquota del 23% per i redditi fino a 75 mila euro e 33% fino alla fine della legislatura sopra a tale livello entro la fine della legislatura”.

Allo stato attuale, il meccanismo dell’Irpef si fonda su cinque aliquote.

Fino a 8.000 euro c’è la no tax area; per redditi fino a 15 mila euro il 23%. Da 15.001 a 28.000, il 27%. Da 28.001 a 55.000, il 38%. E da 55.001 a 75.000, il 41%. Infine, da 75.001 in su il 43%. Inoltre, si starebbe pensando far scendere l’aliquota Irpef del 23% al 22%.

Per il regime dei minimi, rivisto e corretto, ci sarà un doppio scaglione.

Ovvero, un’aliquota del 15% per i ricavi fino a 65 mila euro e un’aliquota del 20% per quelli fino a 100 mila euro, compresa l’Iva.

Per quel che concerne, invece, l’ampliamento dei minimi che potrà godere dell’esenzione della fatturazione elettronica, la bozza chiarisce un punto importante.

“I cambiamenti allo studio consistono nell’innalzamento della soglia di ricavi e delle spese per il personale e per i beni strumentali a cui si applica il regime dei minimi, beneficiando così di una platea più ampia di artigiani, piccoli imprenditori e professionisti».

Quanto alla cosiddetta “pace fiscale”, riguarderà cartelle esattoriali e liti fiscali pendenti fino al secondo grado.

È stata intanto fissata a 50 miliardi la soglia di valore contabile residuo dei crediti recuperabili a fronte delle giacenze degli enti pari a 800 miliardi.

 

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