Pugno di ferro del Ministero della Salute contro i fumatori. Nella bozza di decreto legislativo, che dovrebbe avere il via libera del Consiglio dei Ministri entro metà settembre, il dicastero seguirà le nuove direttive Ue sul tabacco.

La novità principale: niente più fumo in auto quando si viaggia con bambini o donne in stato di gravidanza. Vi sarà, poi, una campagna pubblicitaria che mette in evidenza la pericolosità della salute con immagini forti.

Questa battaglia contro il fumo verrà rinforzata dal divieto negli spazi esterni alle strutture ospedaliere e dal divieto di vendere pacchetti da dieci sigarette, più economici e quindi più attraenti per i giovani. La bozza di decreto, inoltre, prevede, il divieto di vendita di prodotti del tabacco che contengono additivi e che alterino il “sapore” del prodotto. Quindi niente sigarette al caffè, al mentolo o alla vaniglia, tutti prodotti, come specifica il decreto, che promettono “benefici per la salute ed effetti energizzanti”.

Ulteriore novità sarà data dalla cancellazione di scritte sul contenuto di nicotina, monossido di carbonio e nicotina, in quanto le sostanze cancerogene sono almeno 40.

Nei 38 articoli della bozza di decreto c’è spazio anche per le sigarette elettroniche. Questi mezzi, infatti, dovranno disporre di una chiusura a prova di bambino ed un sistema di protezione che tenda ad evitare la dispersione del liquido.

«Se davvero si vuole ridurre il numero di vittime – afferma  il presidente dell’associazione di consumatori Carlo Rienzi – il Ministero deve compiere serie analisi sulle centinaia di sostanze contenute dalle sigarette e sulla loro pericolosità per la salute umana, ed inserire la nicotina tra gli elementi che creano dipendenza, come oramai accertato dalla letteratura scientifica internazionale”.

Responsabile civile continuerà a seguire questo tema, importantissimo per la salute di tutti e specialmente per i giovani. Continuate a seguirci, presto affronteremo con i nostri esperti lo spinoso discorso del confine tra libertà individuale e divieto normativo a difesa dei soggetti più deboli. Inviateci le vostre osservazioni e i vostri commenti scrivendo a redazione@responsabilecivile.it!
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