Nasce l’algoritmo capace di rivelare se si ha un’attitudine gay o eterosessuale, esaminando i tratti del volto di una persona. Lo studio è di Stanford
Ci sarebbe un legame tra le caratteristiche facciali e l’inclinazione sessuale di una persona, sia essa gay o eterosessuale. Su questo si basa la nuova scoperta degli studiosi di Stanford, che hanno effettuato dei test su migliaia di volti.
Di fatto, le immagini campione sono state prese da un sito di incontri statunitensi, e selezionate in base alla maggiore chiarezza dei tratti del volto presenti. Si sono esaminate facce per l’81% di uomini e per il 74% di donne.
Si tratta di 130.741 foto di 36.630 uomini e 170.360 immagini di 38.593 donne. Selezionando solo quelle più nitide, ne sono rimaste 35.326 relative a 14.776 persone. Di seguito, le foto sono state immesse nel sistema.
I risultati sono stati sorprendenti. Il software, che prende il nome di Vgg-face, è riuscito, attraverso un complesso processo di calcolo detto “deep learning”, ad avere un tasso di successo del 91% per gli uomini, e del 83% per le donne.
Secondo gli studiosi, sarebbero gli ormoni presenti nel processo di sviluppo dello stesso feto, quelli che determinano l’attitudine sessuale di una persona. E proprio quegli ormoni, svolgono un ruolo determinante nello sviluppo della struttura facciale dell’embrione.
I limiti dell’algoritmo
Tuttavia, lo studio presenta dei limiti. Di fatto, funziona in modo soddisfacente quando prende in esame le foto di due persone, una delle quali omosessuale. Diversamente, i risultati sono molto meno rosei.
Inoltre, non sono considerate, nello studio, persone di colore, né bisessuali e transgender. Su un altro fronte, l’intelligenza artificiale si è rivelata molto efficace. Il software, infatti, usato per definire i tratti dei volti nelle immagini sfocate, si è rivelato uno strumento utile. C’è dunque ancora molto da lavorare, per poterne fare uno strumento affidabile per riconoscere chi è gay e chi è omosessuale.
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