Grillo: oggi è un giorno storico, il #DecretoCalabria è stato approvato!

Con 137 voti favorevoli e 103 contrari il Senato ha approvato in via definitiva il Decreto Calabria. Il provvedimento reca “misure emergenziali per il servizio sanitario della Regione Calabria e altre misure urgenti in materia sanitaria”. La nuova legge, in particolare, contiene diverse norme di interessa nazionale per la sanità. Tra le più dibattute, negli ultimi giorni, quelle che garantiscono l’accesso ai concorsi per ruoli dirigenziali ai medici in formazione specialistica e ai medici veterinari iscritti all’ultimo anno. E ancora, la previsione per le Asl di assumere a tempo determinato gli specializzandi, per un periodo non superiore a 12 mesi per fare fronte alla carenza di organici.

“Oggi è un giorno storico, il #DecretoCalabria è stato approvato!” esulta su Facebook il Ministro della Salute Giulia Grillo. “Finalmente – commenta la titolare del dicastero – lo Stato ha uno strumento vero per curare il Servizio sanitario calabrese da troppo tempo malato. Il decreto non si occupa solo di rilanciare le cure in Calabria ma consente il riavvio delle assunzioni nella sanità di tutto il Paese.

Abbiamo previsto lo sblocco delle assunzioni già dal 2019 per permettere a tutte le Regioni di migliorare i servizi sanitari e rilanciare il nostro prezioso SSN. Una sanità pubblica accessibile ed efficiente è un diritto di tutti i i cittadini, da Nord a Sud”.

Soddisfazione anche in ambito sindacale.

“L’approvazione definitiva da parte del Senato del decreto legge “Calabria” – commenta il Segretario Nazionale Anaao Assomed Carlo Palermo – è una buona notizia per la sopravvivenza del SSN. Non tanto, a nostro parere, per le norme specifiche relative al commissariamento del servizio sanitario della Calabria, la cui efficacia andrà attentamente valutata nei risultati concreti che non possono essere solo di equilibrio di bilancio, ma per lo sblocco del turnover anche per le Regioni in piano di rientro e per la possibilità di assumere a tempo determinato gli specializzandi del quarto e quinto anno del corso di formazione post lauream”.

“Dopo pensionati, neolaureati, medici stranieri, medici in affitto o a gettone e medici militari per cercare di tappare la voragine aperta nelle dotazioni organiche degli ospedali dal blocco del turnover e dall’accelerazione dei pensionamenti, soluzioni fantasiose quanto precarie, segno del fallimento delle politiche di programmazione dei fabbisogni specialistici degli ultimi 10 anni, finalmente – conclude Palermo – la possibilità di assumere anche con contratti a tempo determinato gli specializzandi del quarto e quinto anno del corso di formazione offre alle Aziende sanitarie una soluzione strutturale ed utile sia sotto il profilo qualitativo che quantitativo per risolvere le carenze che tanto preoccupano per il rischio di chiusura dei servizi. Si tratta di medici abilitati e in genere nell’ultimo anno di specializzazione, con un percorso formativo robusto e capacità professionali più importanti rispetto ad un neo laureato, che trarranno certamente vantaggio nel loro “saper fare” e “saper essere” nell’affrontare l’immensa e complessa casistica clinica che gli ospedali del SSN offrono, collaborando con un mondo professionale ricco di cultura, esperienza e capacità tecniche sofisticate che garantisce esiti clinici di eccellenza alla sanità italiana nel confronto con il resto dei paesi europei”.

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