Un automobilista investe un pedone che cammina in mezzo alla strada di notte. Indagato per omicidio colposo, il caso viene archiviato dalla Cassazione
La Corte di Cassazione conferma quanto era già stato stabilito dal G.I.P. Non viene condannato il conducente che investe un pedone che cammina in mezzo alla strada di notte.
Con la sentenza n. 36809 del 25 luglio 2017 la Suprema Corte ha respinto il ricorso presentato dai famigliari di una vittima della strada. Il caso esaminato dalla Cassazione, partiva da una sentenza di archiviazione emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari, su richiesta del Pubblico Ministero. Niente omicidio colposo (art 589 Codice penale) per l’automobilista. Il reato di cui era accusato il conducente, non sussiste.
La Cassazione ha pienamente ribadito la sentenza di archiviazione già disposta dal G.I.P. Gli ermellini, esaminando il caso, hanno rilevato che la vittima del sinistro camminava “in prossimità del centro della carreggiata, in una strada extraurbana priva di illuminazione e in orario notturno”. Di conseguenza, l’automobilista, si era trovato a dover gestire un ostacolo del tutto inaspettato. Motivo per cui, secondo la Suprema Corte, la vittima del sinistro mortale doveva considerarsi l’unica vera responsabile dell’incidente.
Gli eredi della vittima vedono così confermato quanto già precedentemente contestato. La Cassazione, infatti, ha riconosciuto che il Giudice aveva già espresso con precisione l’esclusiva responsabilità del sinistro. Un duro colpo per i famigliari. Tuttavia la sentenza definitiva, archivia il caso. La causa dell’incidente mortale, va imputata soltanto alla condotta tenuta dallo sfortunato pedone.
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