Accolto il ricorso di un uomo che si era visto negare il risarcimento dei danni subiti dopo essere stato investito da un autobus allo stop

In base alla presunzione di cui all’art. 2054 c.c., l’accertamento della colpa di uno dei conducenti non esonera l’altro dall’onere di provare, al fine di escludere il concorso di colpa a suo carico, di avere fatto il possibile per evitare l’evento. Lo ha ribadito la Cassazione con l’ordinanza n. 12283/2019 nel pronunciarsi sul ricorso di un automobilista che si era visto negare, dai Giudici del merito, il risarcimento dei danni subiti in occasione di un sinistro stradale. L’uomo, mentre alla guida della propria autovettura era fermo ad un segnale di stop, era stato investito da un autobus. Aveva quindi convenuto in giudizio l’azienda proprietaria del mezzo e la relativa compagnia assicurativa, ma sia il Tribunale che la Corte di appello avevano respinto la sua istanza evidenziando come fosse da ritenersi accertato che l’autovettura dell’attore aveva invaso la corsia preferenziale dell’autobus; di contro, non risultava provata la velocità non prudenziale dell’autobus al momento dell’impatto.

Nel rivolgersi alla Suprema Corte il ricorrente evidenziava come la Corte territoriale non avesse considerato che, in base alla presunzione di cui all’art. 2054 cc, l’accertamento della colpa di uno dei conducenti non esonera l’altro dall’onere di provare, al fine di escludere il concorso di colpa a suo carico, di avere fatto il possibile per evitare l’evento.

Gli Ermellini hanno ritenuto fondata la doglianza proposta.

Per la Cassazione la Corte territoriale era incorsa in vizio di sussunzione, consistente nell’erronea riconduzione del fatto materiale nella fattispecie legale deputata a dettarne la disciplina e ricorrente sia quando il giudice riconduce i fatti materiali ad una fattispecie astratta piuttosto che ad un’altra, sia quando si rifiuta di assumerli in qualunque fattispecie astratta, pur sussistendone una in cui potrebbero essere inquadrati.

La Corte aveva fatto discendere dall’accertamento dei fatti la responsabilità esclusiva dell’incidente in capo all’attore per avere invaso la corsia preferenziale dell’autobus, addebitando così illegittimamente allo stesso ricorrente anche la mancata prova dell’esatta velocità di detto autobus e comunque della conformità della velocità alle condizioni previste ed esistenti; in tal modo, infatti, il Collegio territoriale aveva violato la norma di cui all’art. 2054, comma 2, cc, secondo cui “nel caso di scontro tra veicoli si presume, fino a prova contraria, che ciascuno dei conducenti abbia concorso ugualmente a produrre il danno subito dai singoli veicoli”.

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