Rispetto ad altri antibiotici, l’utilizzo del trimetoprim per il trattamento delle infezioni delle vie urinarie, provocherebbe maggiori rischi di iperkaliemia e danni renali
Iperkaliemia e danni renali acuti. La somministrazione del farmaco trimetoprim per le infezioni delle vie urinarie negli anziani, potrebbe essere pericolosa. Lo rivela uno studio della London School of Hygiene and Tropical Medicine, pubblicato sul British Medical Journal.
La ricerca è stata condotta grazie ai dati forniti dal Clinical Practice Research Datalink, un database comprendente circa 1,2 milioni di soggetti di età superiore ai 65 anni. Il lavoro ha riguardato il periodo compreso tra l’aprile del 1997 e il settembre del 2015 e si è concentrato su 178.238 individui. A questi pazienti, nel periodo esaminato, era stata diagnosticata almeno un’infezione del tratto urinario trattata con antibiotici, per un totale complessivo di 422.514 episodi
L’obiettivo della ricerca era quello di valutare l’insorgenza di danni renali acuti, iperkaliemia e mortalità entro 14 giorni dal trattamento con antibiotico-terapia.
Dall’analisi dei dati è emerso che nei soggetti trattati con trimetoprim, il rischio di incorrere in un episodio di insufficienza renale entro le prime due settimane dall’avvio della terapia era aumentato del 72% rispetto ai pazienti trattati con amoxicillina. Il rischio di iperkaliemia, invece, è risultato superiore addirittura del 227% nei soggetti trattati con trimetoprim, rispetto ai pazienti sottoposti ad un ciclo di amoxicillina.
Per ogni 1000 infezioni delle vie urinarie trattate con antibiotici nella popolazione over 65, quindi, l’impiego di trimetoprim al posto dell’amoxicillina, ha provocato 1-2 casi in più di iperkaliemia e due ricoveri in più per insufficienza renale acuta.
In conclusione, dunque, secondo gli autori dello studio, nei gruppi ad alto rischio di danno renale acuto e iperpotassiemia, andrebbe considerato l’uso antibiotici alternati al trimetoprim. Laddove tale soluzione fosse impossibile occorrerebbe quantomeno un monitoraggio attento dei livelli di potassiemia e della funzionalità renale dei pazienti.
Fonte: http://www.bmj.com/content/360/bmj.k341
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