La giustizia si rappresenta con una bilancia. Ma quella bilancia, per molte persone con disabilità, è ancora squilibrata.
Non perché manchi la legge: le norme ci sono, i principi anche. È lo spazio tra la teoria e la pratica a creare il peso che inclina il piatto.
Lo squilibrio non nasce da un singolo ostacolo, ma da una somma di dettagli che diventano barriere: informazione non accessibile, linguaggio tecnico, mancanza di accomodamenti ragionevoli, costi che pesano più del diritto.
La bilancia squilibrata, una esclusione sistemica
E quando la bilancia pende sempre dalla stessa parte, non si può parlare di uguaglianza: si parla di esclusione sistemica.
Riequilibrare la bilancia significa riconoscere che l’accesso alla giustizia non è solo un principio, ma un percorso concreto.
Significa progettare servizi, procedure e ambienti che non chiedano alla persona di “adattarsi”, ma che si adattino alla persona.
Significa ricordare che la giustizia non è davvero giusta finché non è accessibile.
Perché una bilancia torna in pari solo quando tutti possono poggiare il proprio diritto sul piatto, senza ostacoli, senza eccezioni, senza condizioni.






