La bilancia squilibrata, quando l’accesso alla giustizia non è per tutti. Non ancora!

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La giustizia si rappresenta con una bilancia. Ma quella bilancia, per molte persone con disabilità, è ancora squilibrata.

Non perché manchi la legge: le norme ci sono, i principi anche. È lo spazio tra la teoria e la pratica a creare il peso che inclina il piatto.

Lo squilibrio non nasce da un singolo ostacolo, ma da una somma di dettagli che diventano barriere: informazione non accessibile, linguaggio tecnico, mancanza di accomodamenti ragionevoli, costi che pesano più del diritto.

La bilancia squilibrata, una esclusione sistemica

E quando la bilancia pende sempre dalla stessa parte, non si può parlare di uguaglianza: si parla di esclusione sistemica.

Riequilibrare la bilancia significa riconoscere che l’accesso alla giustizia non è solo un principio, ma un percorso concreto.

Significa progettare servizi, procedure e ambienti che non chiedano alla persona di “adattarsi”, ma che si adattino alla persona.

Significa ricordare che la giustizia non è davvero giusta finché non è accessibile.

Perché una bilancia torna in pari solo quando tutti possono poggiare il proprio diritto sul piatto, senza ostacoli, senza eccezioni, senza condizioni.

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La bilancia squilibrata di Silvia Assennato

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