Tanti movimenti, tante ipocrisie, tante chiacchiere ma non si riesce a comprendere qual è il fine, quale sarebbe il risultato che potrebbe lasciare tutti gli attori soddisfatti, ossia cittadini, medici legali e magistrati.

Mi sforzo a non pensare a una medicina legale senza uno scopo personale per cui non riesco a comprendere le tante chiacchiere che sento, le tante elucubrazioni che aleggiano in tale settore.

Ricordo a me stesso il concetto che esiste una sola verità e non due, tre o quattro su uno stesso fatto.

Quindi rifletto e dico, sarà mai possibile pensare a una medicina legale “una, sola e indipendente”? Io penso che ci voglia solo “il desiderio” di raggiungere degli obiettivi e avere una saggezza che rende credibile tale desiderio e tale traguardo.

In giro non la vedo effettivamente, e anche io, come tutti, ritengo che il medico legale sia una figura centrale nella società attuale dove il risarcimento è alla base della crescita, del ristoro psichico, della voglia di non mollare di ogni cittadino.

Il medico legale è, o dovrebbe essere, per ogni essere vivente (sia esso un comune operaio,  il legislatore,  il politico o qualsivoglia istituzione) il punto di riferimento del danno alla persona in ogni ambito, la figura alla quale il cittadino “sofferente” dovrebbe rivolgersi per avere chiarimenti e ristoro in quanto è l’unico che può programmare le cose da farsi per raggiungere un obiettivo insieme a tutte le figure professionali che si occupano del danno alla persona.

Tale riflessione, per non essere o rimanere un sogno, non può prescindere dalla qualità del medico legale che non può essere legata al solo titolo di studio e di specializzazione, ma alla vera cultura medica e giuridica, ed è per questo che noto discrasia a tutti i livelli, disomogeneità calpestabile, ipotesi deliranti.

Il medico legale per divenire la figura centrale del danno alla persona, sia in termini di accertamento che di valutazione, deve in primis immaginarsi INDIPENDENTE, quindi “perseguitato” dalla voglia della ricerca della verità.

Un medico legale con queste caratteristiche qualificherebbe “la medicina legale” e la farebbe risorgere a vita nuova, rendendola piacevole a chi la svolge e a chi, ahimè, se ne deve servire.

Solo così non esisterebbe differenza tra medico legale che tutela il cittadino e quello che tutela le istituzioni, le compagnie di assicurazione e le aziende.

Le divisioni che si stanno creando nel seno della medicina legale per pieno conflitto di interessi porteranno alla fine precoce di tale professione in quanto sgradita a tutti e di poco conto.

Il medico legale, dunque, deve essere indipendente, senza nessun tipo di padrone, zelante nello svolgimento della propria “missione”, perché solo così starà sempre al centro dell’attenzione, sarà meglio conosciuto dai cittadini e potrà dire la sua al legislatore e al giudice (del quale dovrebbe essere l’unico interlocutore).

Basta compiacimento, basta basarsi esclusivamente sulla convenienza personale; bisogna acquistare la voglia di stimarsi e di volersi bene, di essere sereni perché utili e importanti.

E allora?

Bisogna ricominciare a guardarsi dentro e riscoprire le proprie falle e le proprie ipocrisie, colmarle con studio, dedizione e passione. Solo così il medico legale sarà amato dal cittadino e dalle istituzioni.

Mi viene da dire ai giovani medici legali “non abbiate paura”, non svendete la vostra gioventù a chi non importa nulla di voi e della vostra libertà intellettuale; esiste sempre un’alternativa, non accontentatevi di essere “normali”, non spuntate le armi da subito in quanto poi sarà sempre peggio, sarà schiavitù dalla quale non si esce più.

Infine dico a chi ha la voglia di ribellarsi e di tutelare la professione medico legale (visto il fiorire di nuove “iniziative”), non mettetevi dentro un padrone economico in quanto ne rimarrete schiacciati e schiavi e…al diavolo tutti i bei sogni medicolegali!

 

Dr. Carmelo Galipò

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