La Corte di Cassazione ha confermato la riduzione del risarcimento a favore di una donna che aveva subito una lacerazione da parto in acqua non adeguatamente curata. Il Giudice di secondo grado aveva valutato il danno in base alle risultanze della CTU, riconoscendo un lungo periodo di invalidità temporanea, riducendo così l’importo originario stabilito dal Tribunale di Chieti. La decisione ribadisce come, nelle lesioni di non lieve entità, sia corretta l’applicazione dei criteri tabellari ordinari previsti dal codice civile e dalla legge Gelli (Corte di Cassazione, III civile, ordinanza 14 novembre 2025, n. 30098).
La vicenda
La gravida viene ricoverata presso la struttura ospedaliera di Chieti dell’Asl n. 2. Assumeva che, senza adeguata informazione né specifica preparazione, sceglieva di partorire in acqua. Durante il parto in acqua subiva una lacerazione del canale del parto di terzo grado, che non veniva adeguatamente curata…





