Lasciare l’albergo senza pagare, è reato?

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Il Tribunale di Udine ha specificato cosa si rischia a lasciare l’albergo senza pagare e nel caso in cui si forniscano false generalità

Lasciare l’albergo senza pagare e, per giunta, dopo aver fornito false generalità, può configurarsi come reato? Secondo la sentenza n. 235/2017 emessa dal Tribunale di Udine sì, in quanto si tratta di reato di insolvenza fraudolenta e sostituzione di persona.
Nel caso di specie preso in esame dai giudici, il cliente di un hotel aveva deciso di lasciare l’albergo senza pagare e dopo aver fornito false generalità, dopo aver rassicurato l’albergatrice – nei giorni precedenti – sulle sue intenzioni di pagare il soggiorno.
Così non è stato, però, poiché l’imputato del reato ex art. 641 c.p. aveva pernottato per oltre dieci giorni presso un hotel con il proposito di non saldare il conto. Il ragazzo, prima di lasciare l’albergo senza pagare, aveva infatti fornito alla titolare dell’albergo false generalità, suffragate dall’esibizione di una patente di guida, facendo credere all’albergatrice che il padre lo avrebbe raggiunto quanto prima. Alla fine del soggiorno, però, il ragazzo si è allontanato dall’hotel senza pagare oltre mille euro di spese.
La titolare dell’hotel ha deciso quindi di sporgere querela, riconoscendo il giovane in questione. A quel punto è anche emerso che l’imputato aveva rubato la patente di guida di un collega di lavoro con il quale aveva condiviso fino a qualche settimana prima l’appartamento.
Alla luce di tali circostanze, per i giudici del Tribunale di Udine era più che evidente che fosse comprovato il reato di insolvenza fraudolenta, sussistendone tutti gli elementi costitutivi. A cominciare dalla dissimulazione dello stato d’insolvenza – essendo l’imputato privo di occupazione a seguito di licenziamento e quindi privo del denaro necessario per pagare i numerosi pernottamenti – passando dall’assunzione della valida obbligazione, fino ad arrivare al definitivo inadempimento della stessa.
In buona sostanza, l’imputato per i giudici aveva dal principio la chiara volontà di non pagare, come confermato dal fatto che lo stesso aveva fatto il possibile per rendersi irrintracciabile esibendo documenti che non gli appartenevano.
Non solo. Secondo il Tribunale, il fatto stesso che l’imputato abbia tratto in inganno l’albergatrice dichiarando false generalità per commettere il reato, integra anche l’ulteriore reato di sostituzione di persona. La connessione esistente tra le due fattispecie rende configurabile l’aggravante ex art. 61, n. 2, c.p.
Per quanto concerne la pena, i reati sono unificabili nel vincolo della continuazione poiché sono stati commessi nello stesso contesto. Per il Tribunale, quindi, l’imputato va punito con cinque mesi di reclusione e, essendo egli incensurato, devono essergli riconosciuti i benefici della pena sospesa e della non menzione.
 
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