La peculiarità del caso clinico è rappresentata dall’esecuzione della tecnica di tamponamento a scopo emostatico della lesione epatica, mediante apposizione di garze laparotomiche 

Rischiava la vita dopo essere rimasta coinvolta in un grave incidente stradale a metà dicembre sull’autostrada Palermo-Mazara del Vallo. Arrivata al Pronto soccorso dell’ospedale Villa Sofia, nel capoluogo siciliano, è stata presa in carico dai professionisti dell’Unità operativa di Chirurgia d’Urgenza e del Trauma Center, che hanno permesso una tempestiva azione diagnostica e terapeutica. La paziente, una giovane trentenne, presentava una grave lesione epatica.

Più specificamente gli accertamenti avevano evidenziato una diffusa lesione lacero-contusione del lobo epatico di destra, in assenza di sanguinamento attivo significativo, una sospetta lesione al polo inferiore della milza, una verosimile contusione surrenalica destra, emoperitoneo periepatico, perisplenico e nello scavo pelvico

E’ stata salvata grazie a un intervento in emergenza in laparoscopia con la tecnica del “packing”, solitamente adoperata in procedura tradizionale. Ora è fuori pericolo ed è stata dimessa.

Dopo aver stabilizzato dal punto di vista emodinamico il circolo ed aver corretto le turbe emocoagulative – ricostruiscono dalla struttura sanitaria siciliana – la paziente veniva trasferita  immediatamente in sala operatoria, dove si procedeva con intervento di laparoscopia, mediante  quattro piccole  incisioni  addominali: una per l’introduzione della telecamera per esplorare il cavo addominale, le altre tre  per gli strumenti operatori.

L’intervento, dopo aver confermato le lesioni evidenziate alle indagini preoperatorie, consentiva l’evacuazione del sangue in addome, il controllo del sanguinamento superficiale della lesione epatica, attraverso apposizione di sostanze emostatiche e successivo “packing”, ovvero il tamponamento meccanico mediante garze laparotomiche del fegato, ed il posizionamento di drenaggi “spia” per monitorare il risultato della procedura. 

Circa 48 ore dopo, si procedeva a nuovo intervento, sempre con tecnica laparoscopica, di rimozione delle garze laparotomiche e si confermava l’avvenuta emostasi.

Dopo un ottimo decorso post-operatorio, la paziente è stata dimessa, a nove giorni di distanza dall’intervento, in buone condizioni generali e con l’indicazione ad eseguire stretto follow-up clinico e strumentale. 

La peculiarità del caso clinico – sottolineano ancora dal Villa Sofia – è rappresentata dalla esecuzione della tecnica di tamponamento a scopo emostatico della lesione epatica, mediante apposizione di garze laparotomiche  – “packing” – con tecnica mini-invasiva, seguita, a distanza di 48 ore, dalla rimozione delle stesse garze sempre con intervento chirurgico mininvasivo. Tutti i casi fin qui riportati in letteratura, infatti, descrivono la tecnica di “packing “solo in corso di intervento tradizionale, che comporta un’ampia apertura della parete addominale (laparotomia).

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