Malati psichici e disabili, lo sterminio durante il nazionalsocialismo in una mostra a Roma

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Allarme Sip (Società italiana di psichiatria): la paranoia da cui sono colpiti milioni di persone rischia di alimentare un ‘ritorno dei fascismi’

Sterilizzati contro la loro volontà. E’ quanto accaduto a 400mila cittadini tedeschi di entrambi i sessi, affetti da patologie mentali considerate ereditarie e incurabili, a partire dal 1934. Sarebbero, invece, oltre 200mila le persone ricoverate in ospedali psichiatrici tedeschi che furono assassinate tra il 1939 e il 1945, perché ritenute un inutile peso per la popolazione tedesca.
La barbarie perpetrata nei confronti dei malati psichici e dei disabili durante il nazionalsocialismo è al centro di una mostra documentaria, allestita al Vittoriano di Roma e intitolata ‘Schedati, perseguitati, sterminati. Malati psichici e disabili durante il nazionalsocialismo’. L’iniziativa – portata in Italia dal Network Europeo per la psichiatria psicodinamica (Netforpp Europa), in collaborazione con la Società Italiana di Psichiatria (SIP), con il Polo Museale del Lazio e con l’Agenzia per la vita indipendente (AVI) – racconta attraverso 50 pannelli contenenti biografie e immagini storiche, uno dei tanti capitoli neri della Germania hitleriana nonché l’omertà sull’accaduto nel periodo postbellico. Fotografie, disegni, documenti ufficiali e inediti esposti per la prima volta in Italia, evidenziano il complesso meccanismo organizzativo che consentì i crimini.
La mostra è arricchita dalla sezione ‘Malati, manicomi e psichiatri in Italia: dal ventennio fascista alla seconda guerra mondiale’, che riassume e analizza le responsabilità della psichiatria italiana durante l’epoca fascista, con un’analisi che parte dalla situazione dei manicomi italiani dopo la prima guerra mondiale, all’adesione della psichiatria ufficiale all’ideologia fascista, fino alle deportazioni di pazienti dagli ospedali psichiatrici del Nord Italia verso la Germania. Inoltre, viene evidenziato come negli ultimi anni del conflitto, circa 30.000 persone ricoverate negli ospedali psichiatrici italiani persero la vita a causa dell’inedia e dell’abbandono.
Con l’occasione la Sip ha lanciato un allarme evidenziando come la paranoia, il disturbo patologico che ha fatto da ‘benzina’ a tanti eventi bui della nostra Storia, è in aumento e oggi sono tra 1 e 2 milioni gli italiani a esserne colpiti. Un fenomeno da non sottovalutare perché rischia di alimentare “il ritorno dei ‘fascismi'”.
“Oggi – precisa Claudio Mencacci, presidente SIP e direttore del progetto espositivo italiano – come alle soglie della seconda guerra mondiale, la paranoia si sta insinuando nella vita di molti popoli, anche in Europa e negli Stati Uniti, e, con forme e toni diversi, in modo più subdolo, continua a fare la storia: la diffidenza, le accuse, la negazione del dialogo e la proiezione sistematica sull’altro della responsabilità dei programmi disattesi dimostrano che nel tessuto della nostra società ci sono venature paranoiche. E mentre Europa e Stati Uniti rimandano le cause di tutti i problemi a fattori sociali, economici, finanziari, migratori non ci si accorge che all’origine di tutto c’è sempre l’uomo, che dimentica di quali errori sia capace. Purtroppo bastano appena quattro generazioni perché tutto venga dimenticato, perché le posizioni razziste e stigmatizzanti prese 70 anni fa siano considerate lontane, irripetibili”.

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