Maltrattamenti in famiglia, condanna confermata nonostante la CTU

0
maltrattamenti-famiglia

La Corte di Cassazione conferma la condanna per maltrattamenti in famiglia, rigettando il ricorso dell’imputato che contestava la valutazione delle dichiarazioni della vittima e della CTU medico-legale sulla capacità di intendere e volere al momento dei fatti. La decisione ribadisce che le dichiarazioni della persona offesa possono costituire prova sufficiente se adeguatamente valutate nel contesto probatorio (Corte di Cassazione, terza penale, sentenza 20 ottobre 2025, n. 34188).

I fatti

L’imputato è stato condannato dalla Corte di Bari a sette anni e tre mesi di reclusione per maltrattamenti in famiglia Per tutti i reati residui, la pena è stata rideterminata in sei anni e sei mesi. La sentenza ha confermato, per il resto, l’applicazione della misura della libertà vigilata per un anno, affidando l’imputato alla vigilanza dell’autorità di pubblica sicurezza e alle cure del centro di salute mentale competente, con l’obbligo di rispettare le indicazioni e la terapia eventualmente prescritte dai sanitari…

LEGGI L’ARTICOLO COMPLETO SU SIAF – LA COMMUNITY PER SANITARI, AVVOCATI, GIUDICI E ORGANISMI DI MEDIAZIONE

- Annuncio pubblicitario -

LASCIA UN COMMENTO O RACCONTACI LA TUA STORIA

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui