In Puglia il maggior numero di casi di violenza ai danni di operatori sanitari nel periodo 1984-2016

Quattromila infortuni indennizzabili riferiti a violenza sui luoghi di lavoro. Più di un terzo si verificano in strutture sanitarie e il 70 per cento interessa le donne. Il dato INAIL, l’ultimo disponibile, si riferisce all’anno 2013 e riguarda la Puglia, Regione in cui si registra una lunga scia di violenze ai danni degli operatori sanitari. Una escalation che ha simbolicamente inizio nel 1999, con l’atroce assassinio di una dottoressa nelle campagne del Salento, e culmina con l’omicidio di una psichiatra a Bari nel 2013.
Contro le aggressioni ai danni di guardie mediche e personale in servizio presso i Pronto soccorso sono scesi in campo gli Ordini dei medici pugliesi, i quali chiedono alla Regione – indipendentemente dagli accertamenti che porterà avanti la magistratura – di avviare un’indagine per verificare che tutte le procedure in tema di sicurezza dei lavoratori siano state realizzate.
La presa di posizione arriva all’indomani dell’ultimo episodio registrato a Statte, in provincia di Taranto, dove una guardia medica è stata minacciata con una pistola (poi rivelatasi un’arma giocattolo) per essersi rifiutata di prescrivere dei farmaci richiesti da un uomo che si trovava agli arresti domiciliari. “Non vogliamo targhe o cerimonie di commemorazione – ha affermato nel corso di un incontro organizzato dall’Omceo di Bari, Ombretta Silecchia, la giovane dottoressa vittima di tale episodio -. Come medici incaricati di servizio pubblico pretendiamo di tornare a casa a fine turno dalle nostre famiglie, vivi”.
La Puglia si trova in cima alla lista per aggressioni ai danni dei medici: prendendo in considerazione il periodo 1984-2016 la regione è quella con il maggior numero di episodi di violenza e presenta un netto divario rispetto alle altre, pesando per il 26% sul totale, contro il 16% della Sicilia e il 13% della Lombardia e di Sardegna, le regioni che seguono per ‘pericolosità’.
“Nella nostra regione i medici pagano un tributo altissimo all’esercizio della professione – ha dichiarato il Presidente Omceo del capoluogo pugliese, Filippo Anelli –. La Puglia ha un numero abnorme di casi di violenza al personale sanitario nel contesto nazionale. Un dato ancora più preoccupante se si considera che i colleghi spesso non denunciano le aggressioni, perché ci hanno fatto quasi l’abitudine e si sentono abbandonati dalle istituzioni”.

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