L’attività della medicina di controllo per la malattia è stata bloccata all’inizio dell’emergenza Coronavirus; per il Sindacato si tratta di una situazione paradossale

La Fp Cgil Medici e Dirigenti Ssn chiede chiarimenti a Governo e Inps sul ritardo nella riapertura dell’attività della medicina di controllo per malattia.

A seguito delle iniziative intraprese dall’Esecutivo finalizzate al contenimento del contagio da SARSCoV-2 dal 9 marzo (in alcuni territori dal 23 Febbraio) sono state bloccate, tra le altre, tutte le attività, del polo Unico per le visite fiscali per agli accertamenti medico legali sui lavoratori in malattia, generando – sottolinea il Sindacato in una nota inviata a Ministero del lavoro e delle politiche sociale e all’Istituto previdenziale – inevitabili disservizi alle attività lavorative, ma soprattutto grave disagio economico ai medici fiscali inseriti nelle liste ad esaurimento.

A distanza di 5 mesi, tuttavia, il servizio continua ad essere bloccato.

“La situazione – denuncia l’Associazione Fp Cgil – è paradossale: tutte le attività pubbliche e private sono riprese, ma un servizio strategico per la vigilanza sanitaria, e che quindi potrebbe rappresentare un avamposto importante nel controllo dei contagi, continua ad essere bloccato da Inps senza motivo”.

In questa situazione, aggiunge la Fp Cgil Medici e Dirigenti Ssn, “i medici fiscali che da anni garantiscono il servizio senza una definizione contrattuale degna di un rapporto di lavoro con la pubblica amministrazione, si trovano ormai da 5 mesi senza stipendio”.

“Abbiamo chiesto al ministro del Lavoro Catalfo e al presidente dell’Inps Tridico di riattivare, con le dovute procedure di sicurezza, un servizio fondamentale per la tutela delle attività lavorative pubbliche e private e oggi strategico per il controllo sanitario. Sarebbe molto grave continuare a paralizzare un servizio pubblico per risparmiare di fatto sulle prestazioni di professionisti indispensabili. Dovremmo prendere atto – conclude il Sindacato – di un’ingiustificata interruzione di pubblico servizio, contro la quale siamo pronti a intervenire in tutte le sedi opportune per tutelare cittadini e lavoratori”.

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