Medicinali biosimilari, Aifa: intercambiabili con originatori

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Per l’Agenzia del farmaco i medicinali biosimilari mantengono “garanzie di efficacia, sicurezza e qualità per i pazienti”

I medicinali biosimilari, ovvero simili ai corrispettivi farmaci biologici in commercio con brevetto, mantengono “garanzie di efficacia, sicurezza e qualità per i pazienti”. In pratica di fatto sono “intercambiabili con i corrispondenti originatori di riferimento”.

E’ quanto afferma l’Aifa in un documento che apre la strada a un possibile risparmio per la Sanità pubblica che per migliaia di pazienti.  “Una posizione  – sottolinea il direttore generale Mario Melazzini – dettata da rigore e metodo scientifico, non da una questione di cifre e numeri. Se poi la scienza dà una mano alla sostenibilità, ben venga”.

L’Agenzia del farmaco ha quindi voluto rispondere alle preoccupazioni di quanti ritengono che l’intercambiabilità dei biologici con i corrispettivi biosimilari risponda a criteri economici; il tutto a scapito della salute dei pazienti.

Le persone colpite da malattie autoimmuni gravi e croniche che non vengono curate con la terapia più efficace, ovvero i farmaci biologici, sono circa 200mila.

Tra questi ad esempio, i pazienti affetti da psoriasi, artrite reumatoide, malattia di Crohn, spondilite anchilosante.

Da una recente indagine realizzata da Ernst&Young per l’Italian Biosimilars Group (IBG)  è emerso un ampio sottoutilizzo dei farmaci biologici; ciò nonostante essi siano consigliati e spesso ritenuti indispensabili dalle linee guida.

A pesare su questo mancato accesso alle cure sono soprattutto gli alti costi e la scarsa conoscenza rispetto a questi medicinali; si tratta di farmaci che, come indica il nome, non sono prodotti da sintesi chimica ma originati da organismi viventi, come le cellule.

“I biosimilari hanno pari dignità rispetto ai farmaci biologici. Sono studiati, efficaci e sicuri, ma non sono uguali; per questo, mi auguro sia lasciata nelle mani del medico la scelta sul dare il farmaco più appropriato in base alle caratteristiche del paziente”. Così il presidente di Farmindustria, Massimo Scaccabarozzi.

Il rischio nel nostro paese per Scaccabarozzi sarebbe “la possibilità di gare a intercambiabilità per mettere nelle mani del medico solo un farmaco; che sia esso biologico o biosimilare”. Mi aspetto, conclude il presidente, “che le istituzioni affrontino le problematiche da un punto di vista rigorosamente scientifico e non prettamente economico”.

 

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