I medici dell’ospedale universitario di Brno, in Repubblica Ceca, sono riusciti per 117 giorni a mantenere le funzioni vitali di una donna incinta, morta a livello cerebrale lo scorso aprile

Per 117 giorni hanno mantenuto le funzioni vitali di una donna incinta, morta a livello cerebrale, per portarne a termine la gravidanza. Il 15 agosto scorso è la bambina che portava in grembo è ha visto la luce grazie a un parto cesareo eseguito alla settimana 34+3 di gestazione.  La neonata è venuta al mondo sana, con un peso di 2.130 grammi e una lunghezza di 42 centimetri.

Quanto avvenuto in Repubblica Ceca, all’ospedale universitario di Brno, viene definito dalla struttura sanitaria una probabile prima mondiale, o almeno un caso rarissimo. A livello mondiale si contano circa 20 nascite del genere descritte, ma stavolta si tratta del ricovero più lungo e del maggior peso mai ottenuto per il bebè.

La donna di 27 anni era alla sedicesima settimana di gravidanza quando, il 21 aprile 2019, è stata ritrovata incosciente in casa ed è stata trasportata in elicottero presso l’Unità di emergenza di Brno, con l’anamnesi di malformazioni artero-venose con manifestazioni di epilessia.

I soccorritori hanno mantenuto la sua attività respiratoria e dalla Tac è poi emerso un ictus. Dopo poche ore, il respiro spontaneo è scomparso e un esame neurologico clinico ha confermato l’aflessia, ovvero la morte cerebrale.

Da questo momento, i medici della clinica di Anestesia, rianimazione e medicina intensiva dell’ospedale universitario di Brno e della Facoltà di Medicina dell’Università di Masaryk insieme ai ginecologi, si sono impegnatiper stabilizzare le funzioni vitali della paziente e proteggere così il feto nel corpo della madre.

È stata avviata una complessa cura di rianimazione a lungo termine, che ha incluso il monitoraggio approfondito dell’attività del cuore e delle funzioni polmonari e renali, l’abbassamento della temperatura corporea, così come la somministrazione di diversi farmaci. È stata prestata la massima cura – riferiscono dal nosocomio ceco – per mantenere l’integrità della pelle e prevenire complicanze infettive, molto comuni in situazioni simili.

Particolare attenzione è stata prestata anche all’alimentazione, in modo da garantire non solo il fabbisogno energetico della madre, ma anche la crescita e lo sviluppo ottimali del feto.

In estate è stato rilevato che il feto cresceva: a fine giugno pesava 980 grammi, mentre a luglio era già di 1,5 kg. A Ferragosto si è quindi deciso di procedere con il parto chirurgico.

Ad aiutare nella riuscita dell’operazione, le buone condizioni di salute della donna prima dell’ictus e la pronta assistenza medica subito dopo l’evento. Ma soprattutto – sottolineano i medici di Brno – si tratta della “prova dell’enorme forza della vita umana e del corpo materno, che ha gestito molto bene, con l’aiuto di dottori e infermieri, questa difficile situazione”.

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